La donna nel Corteyiano dui Castiglione 29 non abbia ad esercitarle. All’educazione letteraria deve corrispondere in lei la cultura pratica od estetica, quale si mostra nel fine gusto dell’abbigliamento, scevro di vanità e leggerezza, nel dare alla conversazione un indirizzo ora serio, ora gaio, mai però licenzioso od offensivo, e finalmente nella grazia delia persona. Nondimeno le qualità morali e le virtù domestiche non vadano mai disgiunte dalle prerogative dello spirito qui sopra descritte. La donna deve saper tenere il governo della famiglia e della roba < attendere all’educazione dei figli. Per quanto faccia a gara col marito, la donna tuttavia non deve mai, sia nelle occupazioni materiali, sia nel gesto o nel discorso venir meno alla grazia e leg-iadria del suo sesso. La donna non è per natura meno dell’uomo, l'oichè essa sa meglio governare e usufruire della sua potenza benché certo minore. Perciò anche la donna ha prestato servigi degni li ogni encomio in tutti gii ordini, nel governo, nel campo di battaglia, nella scienza e nella poesia.1 Che se già il comparire della donna in pubblico, se in genere nel periodo del rinascimento furono assai più frequenti che per addietro caratteri muliebri ben spiccati, ci si presenta poi un fenomeno degno di nota in questo, che si distinguessero anche nelle scienze delle donne mondane, come Cccilia Gonzaga, Isotta Noga-rola di Verona, Cassandra Fedele. Conseguirono il’alloro poetico Antonia de’ Pulci e Lucrezia Tornabuoni de’ Medici, la madre di Lorenzo de’ Medici. Cosa caratteristica avuto riguardo al tempo che entrambe non composero che canti sacri. Ad un periodo 4 Ofr. Reumokt, Vittoria Colonna 100-101. .T. Burckhardt, Die cultur der Renaissance li3. 334 3s. H. Jaxitsciiek, Die Gesellschaft der Renaissance in Ita-Hi'n (Stuttgart 1>879) 50 ss. s7 ; Symosos, Renaissance 143-149; Fumisi, Cinquecento 308-372, 500; L. Schmid?, Die Renaissance in Briefcn II, 718., 91 ss. ; Brandi. Renaissance*, 17S-181 ; Bacmgartxer, Weltlit. \ 1, 304-314; Ohx.edowsjci I, 407-474. Sulle donne nel Cortegiano anche W. Akdreas in Archiv f. Kulturgcsch. X (1912), 201 ss.