Documenti mediti e comunicazioni d’archivi. N. 56, a. 1494. 1071 loco de victualie, perche per la conditone de li tempi non potería bavere bisogno per me proprio essendo certo che 11011 li è victualia «Ichuna superflua, maxime essendomi negato in questi lochi et terre ci ramiti tante victualie per li miei denari per essere expresse in li comandamenti che la Sua Santità ha facto per brevi proliibito le victualie etiam cardinalibus cum speciflchare due volte in ipsi brevi ca rdinalibus per far meglio intendere la mente de la Sua Beatitudine. Ne questo se po. verisimi'lmente intendere per altri cha per me, essendo li altri signori cardinali de qua in casa loro et muniti etiam sopra il bisogno suo. Et però la Y. Rma Sria pregará in nome mio la Sua Santità ad non volermi gravare in questo facto de le victualie, et cum ogni humilla la ringratiarà de le paterne parole che ha usato verso me, cum dirli che liavendo io facto et ricordato sempre cum. amore et sincerità, et non liavendo le parole et opere mie facto fructo, non vedo in che possa satisfare a queste benigne parole de la Beatitudine Sua, se non in conservarmi in quella sincerità de animo che ho facto sin qui et che e mio instituto fare perpetuamente. Le qual cose ho voluto signifioaire per risposta de le lettere de la V. Rma Sria comandando Sua Santità che io debba scrivere, ma perche non posso così bene exprimen* il con epto de la mente per lettere come faria per voce viva, mandarci voluntera Stephano1 ambasatore de lo iillrao stato de Milano a la \Sua. Santita quando credesse chel venire suo et stare in Roma fusse ben sicuro. Del che dubitando per vedere ie arme de la Sua Santita coniuncte cum quelle de li inimici de lo ili"10 stato de Milano et per le altre parte che lo ili""’ sigre Ludovico ha toehato in alchune sue lettere, come ho facto intendere a la A7. Revma Sria prego quella che voglia domandare uno salvoconducto a la Sua Beatitudine cum ilo quale Stephano possa venire in Roma ad parlare a la Sua Santita et poi starli cum quella sicurtà che si convene & la dignità de li 'soi illma signori et e debita. A la Revm* Sitt Vostra me recomando. Genezani 21 septembris 1491. ITumilis servitor Ascanius Maria vicecancellarius. [A tergo] : Revm0 in CJhristo patri et domino, domino meo precipuo domino cardinali de Lonate. Originale con sigillo. Arm. 15, C. 12. n. 2, p. C5-fK>. 20. Il cardinale Jorge Costa al cardinale Giuliano della Rovere. Roma. 30 settembre 1-J&4. Revmo in Christo pater et domine, domine mi observandissime humil. eonui>en. Preteriti® diebus ex Sancto Silvestro scripsi ad Dominationem Vestram Revmam cui significavi redditum ad Urbem illius mei parafre-narii ex Lugduno, quo sine aliquo periculo venit. Scripsi etiam quemad-inoduni dominus Virginius Ursinus promiserat mihi per isuas Gitteras se 1 St. Taberna.