458 Libro II. Alessandro VI. 1492-1503. Capitolo 6. suo dispiacere circa le agitazioni fiorentine occasionate special-mente dalle prediche del Savonarola, poiché invece di predicare contro i vizi egli andava annunziando il futuro, dicendo di saperlo per ispirazione dello Spirito Santo. Tali dottrine essere pericolosa per la salute delle anime- di molti e non avrebbero fatto che seminare discordia. Per tali ragioni dopo matura riflessione aveva chiamato a Roma il Savonarola perchè vi si giustificasse. Ora però il papa ha appreso con piacere dalla lettera inviata poco fa a lui e per altre ancora, che il Savonarola si sottopone in tutto alla Chiesa romana, come conviensi a un buon cristiano. Il papa ama credere, che il Savonarola abbia mancato più per eccesso di zelo che per cattivo animo. Tuttavia perchè una cosa così importante non proceda trascuratamente, il papa esser venuto nella risoluzione di scrivergli ancora una volta e di ordinargli in virtù di santa obbedienza di astenersi d’ora innanzi da ogni predicazione pubblica e privata, fino a che abbia agio di comparire con sicurezza e comodo a Roma, non però in compagnia di gente armata, come si va dicendo, o finché non venga mandata una commissiono. Se si mostrerà obbediente a quest’ordine, sarà abolito il contenuto dei brevi antecedenti.1 Frattanto il Savonarola, incalzando i pericoli per Firenze da parte di Piero de’ Medici, era di nuovo salito sul pergamo fin dall’11 ottobre per infiammare i concittadini a combattere contro il tiranno. Un’altra volta dal luogo santo egli chiese la morte per tutti coloro che favorissero il ritorno dei Medici. « Tu devi fare con loro — gridava —- come fecero i Romani contro quelli che volevano rimettere sul trono Tarquinio. Tu che non vuoi portare rispetto a Cristo, l’avresti per un privato cittadino ? Fa che la giustizia abbia il suo corso. E foss’anche il capo della più nobile famiglia, mozzagli la tosta».2 Escandescenze simili si ripettettero nelle prediche del 18 e 25 ottobre. Solamente adesso per un ritardo non ancora spiegato giunse il breve del 16 ottobre. Con le sue prediche il Savonarola aveva bensì ottenuto che l’impresa di Piero de’ Medici fallisse, ma egli dovette dire a se stesso d’aver rotto l’obbedienza promessa il 15 settembre all’ordine del suo superiore maggiore, dal quale soltanto doveva partire la missione apostolica per il ministero della parola. Questo breve dovette metterlo nel più grande imbarazzo. Che quell’uomo esaltato non si attendesse tanta moderazione viene mostrato da una circostanza, che getta una luce assai brutta sul suo sentimento ecclesiastico. In tutta i Rayxatd 1407, n. 19. Bubchardi Diarium (Thauasne) II. 465 s., (Ok£a> 1 ' II, 94 (Geiger 212 s.). Anche presso Qttétif, Vita Hier. Savonarola# II. 134 «■ JIeier 155, 359-3Q0 con data falsa ; cfr. Gherardi 390-391. Lucas 193 ss. - Cfr. sopra : Introd. p. 181 s.