Immoralità dei principi italiani. 9? Ferrante contro il ministro Antonello Petrucci invecchiatosi e divenuto infermo al suo servizio, il quale nella crescente paura di essere messo a morte faceva continuamente dei regali al re, che questi tranquillamente accettava. Finalmente bastò un’ombra di sospetto ch’ei fosse complice nell’ultima congiura dei baroni per offrire pretesto alla sua cattura e morte. Di Alfonso duca delle Calabrie, figlio e successore di Ferrante, il cronista francese Filippo de Comines dice, che egli era l’uomo più crudele, più perverso, più vizioso e triviale che siasi mai visto.1 Meglio senza confronto andavano le cose alla corte dei Gonzaga a Mantova, dove la geniale Isabella d’Este, quale la più splendente personificazione della cultura del rinascimento, promuoveva instancabile la letteratura e l’arte,2 ma anche a Mantova non mancavano disordini. Perfino alla corte dei Montefeltro di Urbino, della quale Baldassarre Castiglione ci ha 'abbozzato un quadro così attraente, sebbene molto idealizzato, venivano rappresentate con grande applauso commedie immorali come per es. la Calandria. Nei circoli elevati regnava nelle relazioni sociali un tono che non Taceva tentativo alcuno per velare il cinismo dominante.3 1 Mcm. VII, 13 («1. Mandrot II, 178). Vedi Gora ein 32 3., 304 s., 523-320 Burckhardt Ia, 30-37 ; Monnier, Quattrocento I, 18 s. Presso Hefele, Alfonso I. 310 s. è data in tedesco la relazione di Caracciolo (De varietale '"rtunac, presso Muratori XXII) sulla triste fine di Antonello Petrucci. 2 Isabella d’Este, che Luzio [Arch. stor. Lomb. 3* serie XV, 170], appella la prima dama completamente moderna, e il buon genio del Rinascimento italiano », e la corte di Mantova al .suo tempo sono stati studiati in numerosi :itrgi particolari da Luzio e Iìenier. Su di loro si fonda l'opera popolare, .»■r varii titoli scientificamente contestabile, di .1 i'Lia Cartwright: Isabella •l’Este Marchiane»» of Manina H74-I5S9. A study of the Renaissance, 2 voll. I-nndon 1908, 1907 eoe. : traduzione francese di ScHLr mbehger, Paris 1912 (cfr. W. Goetz in li int. Zeitseh v. CXVI [19101, 100.«.). V. anche Fu. v. Bezold, Aus dem Briefwechsel der Marligräfin Isabella von Estc-ftfmzaga, in Archiv Kulturgesrh. VIII [1910], 385-418, ora nel libro di Bizsu, Aus Mittelalter m. Renaissance. München u. Berlin 1918. 328-301, con n. a p. 452-454. Estratti da lettere di Isabella presso I.. -Schmidt, Pvauenbriefe der Renaissance 22-45 e Die Renaissance in Briefen II. 223 *s. : V. O.U!, Pietro Bembo e Isabella d'Este Gonzaga, in Giorn. stor. d. lett. ital. IX (1887), 81-130. Luzio e Henikr ■ t.a coltura e le rclaz. letter, di Isabella d'Este Gonzaga, nel Giorn. stor. tl. lett. Hal. XXXIII-XLII [1899-1903], dilnno in XLII, 75 ss. il catalogo della Mblioteca di Isabella. Sulla sua abilitil politica tratta Luzio, Isabella d'Este ’’ la Corte Sforzesca, in .1 veli. stor. Lomb. 3* serie XV [1901], 145-170: a parte, •'Ulano 1901. 5 Ofr. Fr. v. Bezold, Aus dem li ri cf Wechsel dir Markgräfin Isabella von E*tc-(lonzaga, in Archiv f. Kultur gesch. VIII [19101. 409 s., 413 s. I partico-'ari in proposito pi fl ¡avanti quando si parlerà delle condizioni del teatro, i’er le corti qui ricordate cfr. Reumoxt III 2, 130 s., 329 s. Burckhardt I3, 43 s. Cujt, Cortegiano 17 s. e segnatamente Luzio-Rexier. Mantova e Urbino, Torino 1893. Per la corrispondenza di Floriano Dolio col marchese Francesco Gonzaga cfr. Luzio-Rexier. Colt, e rei. lett. d'isabella d'Este II, 4, 42-38. Pavtor, storiti dei Papi. Ili 7