Giulio II, Matteo Schiner e la lega cogli Svizzeri (marzo 1510). 755 sua vita nel guadagnare le forze di guerra del suo popolo alla difesa della Santa Sede contro i di lei nemici. Verso i Francesi era stato sempre di sentimenti ostili. Fin dal 1501 egli predicò in questo senso con tanto zelo, che gli uni gli proibirono di salire più il pergamo, gli altri invece si dichiararono apertamente contro la Francia. L’idea che animava lo Schiner era l’idea medievale delle due spade: la spirituale adoperata dal vicario visibile di Cristo :n terra, il papa, la temporale brandita dall’imperatore romanogermanico quale patrono della Chiesa. La gloria maggiore dei confederati essere pertanto quella di unirsi all’imperatore in difesa della Chiesa romana contro i Francesi, dalla cui potenza politica in Italia sorgeva un pericolo incessante per la libertà e indipendenza della Santa Sede.1 Giulio II aveva conosciuto ben presto il valore del prelato svizzero ed ave vagli FU settembre del 1508 conferito la s. porpora, differendone tuttavia la pubblicazione.2 Ora nella sua distretta «gli si rivolse a Schiner, i cui connazionali nell’estate del 1509 eransi distaccati dall’alleanza con la Francia. Il 13 di novembre del suddetto anno il vescovo di Sitten non senza rischio per la sua persona corse alla volta di Roma, ove giunse il 12 dicembre. Durante la sua permanenza d’un mese nell’eterna città il prudente ed abile politico riuscì a stabilire le basi per una lega dei confede-ati con la Santa Sede.3 Fin dal febbraio del 1510 egli potè esporre in qualità di legato pontificio alla dieta di Schwyz, poi a Lucerna le Proposte di Giulio II.4 Alla sua atfascinante eloquenza, che fermò ! confederati nel loro sentimento cattolico, riuscì di superare ogni difficoltà. Alla metà di marzo del 1510 tutti i dodici cantoni insieme al Vallese ratificarono upa lega con Giulio II per la durata di cinque anni. I confederati si assumevano la difesa della Chiesa e della Santa Sede; si obbligavano di somministrare a richiesta del 1 Fuchs, Mailändische Feldzüge II, 18-19 (cfr. Joller 52). Per l’idea che Schiner facevasi dell’impero è interessante la sua * lettera al castellano di Sitten in data 38 aprile 1506, nella quale del sacro romano impero si dice: '< dal quale è uscita ogni nostra libertà ecclesiastica e civile » (A r c h i v i o ai Stato in Sitten). !Lo ISchinner conobbe personalmente l'imperatore ■Massimiliano nel 1507 alla dieta di Costanza ; vedi Dikbold Schilling, Chronik 173 2 Rainald 1508, n. 25. Cfr. ‘Buchi, Kard. Schiner 256 s. 3 Vedi Buchi loc. cit. 175 s. Cfr. Ed. Wymann, Das Belobigungsschreiben iles Papstes Julius II an die Ürner vom. 6. Januar 1510, in XIX. Mist. ■Kf'iijahrxbmt veröffentlicht vom Verein f. Gesch. u. Altertümler von Uri, Alt-d°rf 1913, 47-61 (qui p. 56 il testo latino del breve; vers. ted. in Lang, Grundriss *• 759, ripetuta in Wymann 57). Per le trattative precedute del papa cogli Svizzeri cfr. Archiv, f. Schweiz. Reforniationsgesch. II, Freiburg 1872, 2s. e A\y-Mann 4 II discorso del 27 febbraio 1510 nella Dieta degli Otto Cantoni a Lucerna, u Archiv, f. Schweiz. Heformatkmgcsch, III (1875), 477-480.