Decisione di Alessandro VI riguardo al Savonarola. 469 e protettore del Savonarola. Questi erasi sottratto all’obbligo strettamente impostogli di sottoporre ad un esame la verità dei suoi cloni profetici, esame che spettava indubbiamente alla Santa Sede. Egli aveva più volte predicato malgrado il divieto pontificio ed erasi rifiutato di entrare nella congregazione toscano-romana. Che cosa sarebbe stato dell’autorità pontificia, se altri ne avesse seguito l'esempio? Quel medesimo, che in tal guisa rifiutava di prestare la dovuta obbedienza al suo superiore supremo, pretendeva poi si obbedisse ciecamente a tutti i suoi ordini quasi fossero rivelazioni divine !1 Il 13 maggio dell’anno 1497 Alessandro VI sottoscrisse il breve, che pronunciava ora anche espressamente e solennemente quella scomunica, nella quale il Savonarola era già incorso da sè col di->obbedire all’ordine pontificio del 7 novembre 1496. Abbastanza a lungo aveva temporeggiato il papa lasciando a quel fantastico uomo sufficiente tempo a ricredersi. Riguardo alle querele circa i maneggi del Savonarola Alessandro VI, come espressamente riferisce l’ambasciatore di Firenze, diede chiaramente a vedere, « che mal volentieri egli avrebbe messo in opera tutti i mezzi ch’erano ■n sua mano ». Ma l’ostinato rifiuto del Savonarola a compiere 1 unione prescritta dalla Santa Sede del monastero di S. Marco alla congregazione toscano-romana nuovamente eretta, come pure •a sua non osservanza del divieto di predicare, equivalevano a una ^ale ribellione contro l’autorità pontificia, che era necessario prendere dei provvedimenti in contrario. A ciò si aggiungevano gli attacchi continui contro Roma, ai quali scendeva il Savonarola e ^ parte che si usurpava di profeta di Dio.2 Insieme ebbero in-tfuenza però anche dei motivi politici, il distacco della repubblica fiorentina dalla Francia grandemente caldeggiato da Alessan-dro \ I e al quale il Savonarola opponevasi a tutto potere, non che sforzi dei nemici del frate. Tuttavia però il tracollo lo diede fine la disobbedienza del Savonarola alla Santa Sede. « Un ministero profetico al di sopra della gerarchia non lo poteva ammettere nemmeno un Alessandro VI».3 11 breve di scomunica suona così: «Da molte persone degne fede abbiamo inteso, che un certo fra Girolamo Savonarola, al * Psbjbxs 230 ss. , *,t!' *1 dispaccio romano dell’ambasciatore fiorentino presso Gherabdi 141. *n Zeitachr. fiir kathol. Theologie IV, 307 ; Ralan 379 e Ranke ,l(.| n il quale giustamente limita l’influsso della politica antifrancese 'Mia a OS8ervando : « Il motivo principalissimo stava tuttavia nell’asserzione enaii)c'UI>Penia antorità spirituale, per la quale ora potevasl di nuovo fare asse-< arafj" ¡° " cli un Pal'tito cittadino in Firenze ». iSulla parte ch’ebbe il Cardinal * In questo breve vedi Gherardi ICO ss. Cfr. anche Pellegrini in Ardi. <1. ■ Hom. XI, 717