262 , Libro I. Innocenzo Vili. 1484-1492. Capitolo. 4. Dietro istanza di Federico II e di Massimiliano l’apertura del congresso fu differita di qualche mese. Il 25 marzo il vescovo di Cesena, Pietro Menzi da Vicenza, tenne bensì un entusiastico discorso d’apertura,1 ma le vere discussioni non cominciarono che dopo la Pentecoste. Ad esse però non prese parte Venezia, per non guastare le sue buone relazioni con la Porta!2 SuH’andamento del congresso abbiamo la relazione di Sigismondo de’ Conti, che si completa con una quantità di documenti. Il 3 giugno tutti i cardinali e gli ambasciatori si trovarono riuniti nel palazzo pontificio. In quest’assemblea Innocenzo Vili riandò in un lungo discorso gli sforzi da lui fatti fino allora per approntare una spedizione contro i Turchi. Dopo molti stenti e grandi sacrifici in danaro egli era venuto in possesso dello Djem; ciò eragli parso oltremodo importante, poiché il principe turco costituiva un timore continuo pel fratello Bajazet, avendo i popoli e i giannizzeri deliberato di suscitare una rivoluzione in suo favore. Non bisognava far passare questa occasione mandata dal cielo senza trarne profitto; era pertanto necessario anzitutto riflettere dove e con quali milizie se per terra o per mare o da tutti e due i lati contemporaneamente fosse da ingaggiare la lotta; la grandezza dell’esercito, l’allestimento della flotta, se le milizie di mare e l’esercito di terra dovessero avanzare separatamente, oppure se l'una e l’altra forza distinte in parecchie divisioni potessero tentare l’assalto; tutto ciò costituirebbe l’oggetto della discussione. Se debbasi eleggere uno o più comandanti supremi : quali somme di denaro si dovessero impiegare e come si potessero procacciare, se si volesse costituire un fondo di riserva per ogni eventuale disgrazia; quanto presumibilmente durerebbe la guerra; quante vettovaglie e quanto materiale da guerra si dovesse provvedere; come distribuire le contribuzioni ; su tutte queste questioni si doveva te* ab imperatore, in hono favore et omnium gratia; facilitine V.rt, quanti1'* eitlen et iniclligo, magnimi honorem et de l'.ro }>'.(<• et iita tSancta Sedi *11,11 quottidie bcnenirrctur. Ile co hie multa bona audiri et praeserthn quod k‘* ontne* principe* in devot ione ,s\jt* r.rr et henirolentUi tencat. Nell’interesse ! campagna turca Innocenzo Vili nel 14!W> si adoperò anche a mantenere la ll!'" in Germania cercando (li fare il mediatore nella controversia ratisboUese *■