204 Libro I. Innocenzo Vili. 1484-1492. Capitolo 4. I negoziati dei due nunzi in Francia furono in seguito resi non poco difficili dal corso che presero le cose in Fiandra. Quivi Mas-sdmiliano fin dal 1° febbraio 1488 era diventato il prigioniero dei suoi sudditi; in seguito a che il papa, secondando la preghiera deirimperatore, scagliò contro i sediziosi l’interdetto per mezzo dell’arcivescovo di Colonia.1 Allorché ne giunse la notizia alla corte di Francia, vi si dichiarò che, siccome la Fiandra apparteneva alla Francia, non si sarebbe dovuto infliggere quella grave pena ecclesiastica all’insaputa di Carlo Vili, che essa inoltre non era fondata, poiché Massimiliano aveva recato ai Fiamminghi non pochi e gravi torti. - li partito antiromano in Francia prese subito a sfruttare quest’affare. L’avvocato regio Giovanni Magistri, un nemico di Dio e della Sede Apostolica, riferiva il Cheregato da Tours il 16 maggio 1488, è tutto in giubilo per l’interdetto scagliato contro i Fiamminghi, perchè gli dà ansa di calunniare la Santa Sede.3 Onde aiutare il Cheregato fu più tardi mandato in Francia anche Raimondo Peraudi, il quale, per essere francese di nascita e perchè tenuto in alta considerazione da Luigi XI, sembrava l’uomo acconcio a comporre la pace tra Carlo VIII e Massimiliano. Dalla Francia il Peraudi passò tosto in Germania onde metter*-insieme del denaro per la crociata con la pubblicazione dell’indulgenza e venir preparando la buona riuscita della dieta, che era stata indetta per Francoforte sul meno. * L’assemblea di Francoforte fu aperta il 6 luglio 1489. Un breve letto in essa, datato dall’8 maggio 1489 e diretto all’imperatore ed agli Elettori, descrive con parole eloquenti il pericolo turco, sul quaSe Innocenzo Vili fin dal 26 marzo 1488 aveva energicamente richiamato l’attenzione dell’imperatore.5 In questo documento ri- 1 <'fr. Thuasxe, Djcm-Nultan 405 s. t> 1« lettera di Federico III al Collegio cardinalizio in Vaije.nti.neuj. Leti. lat. di Principi atulriuri, Venezia 1850 2 Relazione del Cheregato presso Ljubiì 51. ¡Sostiene questo pnnto di rista anche la lettera di Carlo Vili a Innocenzo Vili del 22 ottobre 14K8 (Péuciek-I.ettres de Charles Vili, voi. II, 251-257). nella quale prega il papa a dichiarare nullo l’interdetto. Mediante bolla del 3 novembre 1488 (presso Kerws de Lette-nuove. Misi, de Fiandre IV. 379) Innocenzo Vili soddisfece alla domanda. Cfr anche il memoriale senza data dei nunzi pontifici in Francia ad informazione del papa, pubblicato da Péussieb (Colitelion Podocataro 587 s.). s Vedi L.1UBIÌ 59. ■* Sctineider, Peraudi 12-14. (Su R. Peraudi come commissario per l’indulgenza cfr. ora le particolareggiate indagini di Paulus in Ilist. Jahrb. XXI (1900), 045-682; inoltre Paulus in HUt.-polit. IH. CXLVni (1911). 332 ss. ; Ai’ P.ertbam, Geseh. de# Btitum* lIHilt nlii 'nn I. Hildesheim 1899, 470 s. ; Wei> Jubeljahr 227 s. Sul Peraudi in generale cfr. anche I„ Bertrand, Biographic du card. Péraud, La Roclielle 1887: F. G. Haan. lini muntili-* Peyraudi, eia Gurkcr Kirchenfiirxt, nel periodico Carinlhia XCI (1!H>1), 110-125, 154-100. ® Da Rodi, qui si dice, sono giunte cattive notizie. Il pericolo turco è tanto più grave eo magis quod apud ApoUoniam quam Valonam appellant belli app"-