848 Libro III. Giulio II. 1503-1513. Capitolo 7. Croce, potendo a pena trattenere le lagrime». Quasi ogni giorno, anche se in viaggio, allorché si partiva prima della levata del sole, ascoltava la S. Messa e spesso la celebrava egli stesso. Dopo la sua grave malattia dell’autunno del 1510 non si astenne dall’offrire il santo sacrifìcio, benché lappena si reggesse in piedi : nel Natale del 1510 celebrò la Messa seduto nella sua cappella privata. Per quanto potassero pure preoccuparlo gli affari politici, tuttavia non ne venivano per nulla trasandate le feste ecclesiastiche.1 II medesimo vale in generale degli interessi del governo ecclesiastico. Il pronto disbrigo dei negozi nel concistoro e alla Rota fece così profonda impressione su Lutero durante il suo soggiorno in Roma nell’anno 1511, che anche più tardi ne parlava con molta lode.2 Al nome di Giulio II si riconnette poi indissolubilmente una lunga serie di statuti ecclesiastici in parte importanti. Vuoisi innanzi tutto ricordare la sua rigorosa bolla contro la simonia nell’elezione papale, la quale doveva impedire che si ripetessero le scene scandalose avvenute nell’elezione di Alessandro VI. Questo documento in data 14 gennaio 1506 dichiara nulla d’ora in avanti ogni elezione papale in cui sia intervenuta simonia notoria e incorsi nelle più severe pene ecclesiàstiche gli elettori simoniaci. Perdere poi i loro beni e la loro dignità anche i mercanti, sensali e banchieri, vuoi chierici, vuoi laici, di qualsivoglia grado, anche se prelati, arcivescovi o vescovi, o anche ambasciatori di qualsiasi re o principe, che prendano parte a una tale simoniaca elezione. La bolla proibisce ogni promessa, contratto ed obbligo relativo all’elezione papale tanto di cardinali che di qualsiasi altra persona, dichiarandoli invalidi e nulli.3 La bolla venne pub- 1 Paris de Grassi», ed. Frati 23. 24, 27, 38, 42, 46, 58, 76, 78, 79-80, 98, 101, 103, 105, 108, 109, 119, 121, 123, 124, 125, 127, 128, 130, 131, 138, 143, 149 151. 157, 158, 161, 166, 171, 190, 204, 207, 223, 227. 233, 241, 242, 256, 268, 270. 271, 281, 286. Il passo sul venerdì santo del 1505 (Papa oum summa pietaHe osculatus est crucem et Quasi lacrimata» est) presso Steinmann, Six tino I. 579-Che Giulio II tenesse con rigore al decoro delle sacre funzioni da parte dei presenti, rilevasi dal passo del de Grassis allegato da Steinmann (Allgciu. Zeitung 1987, Beil. 148). 2 Cfr. Hatjshatii 31, 72. 3 Bulla tianctissimi Domini Nostri Diti Iulii II. Pontifiais Max. super electione pontifici# futura, publwata sollemmter Rome, et Bonomie, et dvsoripta in Quinterno Cancellarlae, s. 1. et a., Biblioteca di Stato in Monaco. J. Can. P. 167. Bull. V. 405-408. Raynat.d 1506. n. 1 s. Il testo completo della bolla Cura tarn (Urino anche presso Paris de Grassis, ed. Frati 214-219. Extra-vagoni Iulii 11 super electione simoniaca papae quam Petrus Andreas Gammarus coninientariis suis illustrât. Romae s. a [1528] : Cfr. in proposito X. Pai -ìlus ¡nel Katholik 1899 II, 379-384: manoscritto nel Cod. Yatic. lai. 391/■ f. 6Sss. : * Petr. Andr. Gammari axpositio in Iulii II extravagantem stipe electione symoniaca papae. Biblioteca Vaticana. Sägmüixkr. Papst-icahlen 7 s. Hinschius V, 714, n. 5. Per la data della bolla cfr. Paulus ne Katholik loc. cit. 379 s. e Nru.ES in Zeitschr. f. kath. Theol. XXV (1901), 12 S-.