Il papa beffeggiato sulle scene in Francia. *81 Ma all’imperatore allora poco premeva una riforma delle cattive condizioni della Chiesa; egli agiva quasi unicamente per motivi politici: bisognava cioè costringre il papa ad accedere in qualunque modo alla lega di Cambrai. Negoziati diplomatici, minacce 1 scisma con un concilio ecumenico, tutto fu messo in opera.1 Quanto al concilio, nel gennaio del 1511 Massimiliano poneva me condizione, che per una simile assemblea sd dovesse prima ■ orrere al papa e ai cardinali, quando però i negoziati del Lang ndarono a vuoto e Luigi XII fece precipitosamente convocare assemblea, l’imperatore il 5 di giugno del 1511 si dichiarò per- i 'ttamemte d’accordo2 e subito dopo mandò ai re d’Ungheria e 'olonia la lettera d’invito, pregandoli di farsi rappresentare al oncilio e di far sì che i loro prelati non vi mancassero.3 In quel tempo Luigi XII re di Francia andò sì avanti nell’odio ue contro (Giulio II da permettere che sulle scene venisse nel • lodo più turpe beffeggiato il capo supremo della Chiesa. Uno dei uoi pubblicisti politici, Pietro Gringore, compose una farsa, che ; >n privilegio reale fu rappresentata a Parigi sulla piazza del «reato (aux Halles) il martedì grasso del 1512. Sulla scena comparisce il principe dei matti con la sua corto composta di matti di ns Oeach. d. deutscli. ì'olkes. Herausg. r. Fastor I, fase. 2 e 3 (Freiburg 1898) li4. Presso Kneppeb, Wimphclmg 255-207 un minuto sunto ili questo ampio ì'itrere, che Wimpheling mandò all'imperatore colla lettera (lei 1" novembre 1510. Cfr. pure Kaìlkoff in Zcitschr. f. die Ocsch. dea Oberrhein» N. .'F. XIII (1898), 80 ss. e Wekm inghoff 1123-130. 1 Ofr. TJlmann II, 419 s. Hebgenhotheb Vili, 451. 2 Goldast 411, 428 s. Ulmann II, 434-405. Ofr. anche Janssen, Reichacor-r«*pondcns II, 840 e Bianchi, Materie polU. degli Archivi Piemontesi (Boio--na 1870) 200. 11 10 di piaggio dei 1511 Lang aveva scritto da Riva a ¡Massimiliano, che l’imperatore e Luigi quali capita religioni» erano obbligati a con-'°care un concilio. Archivio di -Stato di Vienna. Già in data 5 novembre 1510 Massimiliano ;uwa scritto a Lang, che qualora Germania. ! ran-'■¡a e Spagna fossero unite, si avrebbe una iusta, sancì a et debita electio (ibid.). l’ia d'allora pensava a deporre il papa, sulla qual cosa si sarebbe dovuto tiat-tare nel concilio da convocarsi. Ma tutte queste proposte avevano poco valore ‘»ve non fosse guadagnato ad esse Ferdinando di Spagna, che poi battè proprie vie. 3 Aeta Tomiciana I, 205, 212. Fbaknòi, Vngurn u. die Liga von Cambrai *5-86. In agosto Massimiliano vieta agli ecclesiastici di recarsi a Koma dal l«Pa (»Massimiliano a Giorgio di Neideck, 30 [2<*1 agosto 1511, Archivio ,l 11 a Luogotenenza fli Innsbruck). L'8 d'agosto 1511 1 inviato A- 'le Burgo scrisse a Massimiliano/(ibid.) : * Dixit mihi Sanaeverhms : non 'l'he,bit Mio* v omittere illam profectionem smin Romani et proveetionem Concila et fa cere Uhi magna <,uae ex Ma proiezione indubitanter cxpeMur. •v«»c post illam victoriam cantra Venetos poaaet ea tam cito accellerare ad ili am rrofectivnem Romanam quod Papa nec ci adhcrcntes poascnt resistere Iirnno forte Rex Aragonum po' mettivi vellet ae unire Mti V. et regi Franarne et 1 apa subito vel poneret se ad directionem Mti» V. vel fugeret.