4o; Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 8. Poiché venne differita e stabilita per una data posteriore a Ratisbona la dieta intimata per Spira, così l’Aleandro si recò dapprima nei Paesi Bassi presso l’imperatore consegnandogli a Bruxelles ai 6 di novembre del 1531 la lettera pontificia. Il 14 l’Alean-dro ebbe una lunga conferenza coll’imperatore, al quale lesse il breve.1 Riferendosi alla frase del papa intorno al concilio l’imperatore osservò all’Aleandro, che ringraziava Iddio perchè Sua Santità stava fermo sulla sua promessa e sbugiardava coloro, i quali dicevano cercare egli con ogni diligenza di evitare il concilio. Aleandro rispose che il papa non respingeva il concilio purché fosse tenuto nella debita forma, cioè se prima di tutto Carlo vi assistesse sempre come gli antichi imperatori nei primi concilii ecumenici, se inoltre ci fosse fondata speranza dell’adesione dei luterani e del loro ritorno nel seno della Chiesa e ohe non nascerebbe alcuno scisma con altre nazioni cattoliche, la qual cosa avverrebbe qualora in caso non aderissero la Francia, l’Inghilterra e la Scozia e finalmente che si metterrebbe mano ad una buona e santa riforma di tutta la Chiesa nel capo e nelle membra. Su che l’imperatore dichiarò che la prima speranza era ben fondata mentre mancava di base la paura d’uno scisma; essere perfettamente d’accordo circa la riforma voluta dal papa ed abbisognarne invero anche i laici. Il 18 novembre 1531 giunse a Roma la notizia, che l’elettore di Sassonia fosse ritornato alla Chiesa e avesse comandato il ristabilimento del cattolicismo nel suo paese. Venendo dalla corte imperiale, tale novella sorprendente trovò fede presso Clemente VII ;2 in seguito però essa si rivelò falsa3 come le altre molte notizie circa un avvicinamento dei luterani, alle quali dava occasione specialmente il contegno ondeggiante e spesso equivoco di Melantone. In momenti di debolezza Clemente VII non dava che troppo facilmente fede a tali novelle avventurose.4 Così quella sul ritorno alla Chiesa dell’elettore sàssone determinò forse con altre ragioni un passo, che il papa fece poco dopo. 1 Aleandro a .Sanga 19 novembre 1531 presso Laemmer. Moti. Vatic. 86-SS. Cfr. Hefele-Hergenröther IX, 773 s. ; Ehses t.xxiii. 2 Vedi in App. n. 137 la * relazione di F. Peregrino del 19 novembre 1531 (Archivio Gonzaga in Mantova); cfr. ibid. anche la »lettera di Girolamo Gonzaga del 21 novembre 1531 e la * lettera di V. Albergati da Roma 28 novembre 1531 all’A rehivio di Stato in Bologna. 3 Forte dubbio manifesta il Salviati la prima volta nella ** lettera al Campegio del 9 dicembre 1531. Archivio segreto pontificio. * Vedi ¡Schlecht, Ein abenteuerlicher Reunionsversuch in Röm. Quar-tulschr. VII, 333 s.; Kolde in Zeitssehr, für Kirehengesch. XVII, 258 s. e Kawe-rau, Die Versuche, Melanchthon sur katholischen Kirche zurückzuf ¡ihren Halle 1902. Ofr. Hist. Jahrbuch XXIII, 628 s. e Rom. Quartalsohr. XVIII, 301. 363 ; su trattative di Melantone coi Campegio nel 1530 vedi ora anche Kold®-Die älteste Redaktion der Augsburger Konfession; Gütersloh 1906.