Trattative intorno al pericolo turco nel 1531. 425 Al principio di gennaio del 1532 vennero rinnovate in forma efficacissima le invocazioni d’aiuto, che già nell’agosto dell’anno precedente il papa aveva mandate ai principi cristiani :2 nello stesso tempo si decise di fortificare i porti dello Stato pontificio, specialmente quello d’Ancona minacciato più di tutti, e di soccorrere larghissimamente con denaro i due fratelli habsburghesi esposti ai più grandi pericoli. Venne costituita una commissione composta di 12 cardinali, la quale doveva occuparsi di tutte le questioni relative al negozio turco.3 L’imminente attacco degli Ottomani pareva tanto più pericoloso perchè in Ungheria si stavano di fronte tre partiti : Ferdinando lei suoi aderenti, Zapolya e un partito dell’indipendenza capitanato da Peter Perényi.* Gli aderenti di Francesco I in Roma, fra essi molti cardinali, cercavano da tempo da persuadere il papa a levare la scomunica lanciata contro il Zapolya, ma a dispetto di tutte le pressioni dei Francesi, Clemente VII non vi accondiscese e al pari di molti cardinali diede invece il consiglio che Ferdinando lasciasse l’Ungheria, ch’egli non era in grado di sottomettere, al vaivoda, il quale — una volta in quieto possesso del paese — si staccherebbe volentieri dai Turchi e s’unirebbe ai cristiani. Il papa non fece alcun passo decisivo a favore del Zapolya.6 La sua ingerenza nei torbidi ungheresi si limitò ad una lettera del 17 febbraio 1532, colla quale esortava caldissimamente tutti gli abitanti del paese a difendersi uniti contro gli infedeli, facendo rilevare che il pericolo era diventato così grande per la ragione che alcuni si erano appoggiati sul favore dei Turchi ; costoro però non si illudano, chè li attende solamente vergognoso soggiogamento e non si lascino più oltre ingannare.6 Sarebbe stato di straordinaria importanza se Venezia avesse partecipato alla guerra turca e perciò già nel gennaio del 1532 Clemente VII aveva dato incarico al Giberti di fare osservazioni in proposito alla Signoria, ma la risposta avuta dall’uomo di fiducia del papa tolse ogni speranza : Venezia voleva anzi tutto rimanere ancora in pace coi Turchi.7 Per questo contegno la tensione di già 29 dicembre 1531 nell’A rchivio domestico, di'Corte e di Stato in Vienna. Cfr. anche Heine. Brtefe 210 ; Gayangos IV 2, n. 871 e la * lettera di G. M. della Porta da Roma 28 dicembre 1531 all’A rchivio di Stato in Firenze. 1 * Min. brev. 1532, voi. .¡1, n. .',-8 nell'A rchivio segreto pontificio. Cfr. Raynald 1532, n. 2-5 ; Theiner, I/o«. Poi. II, 485 s. 2 Cfr. Raynald 1531, n. 68; Corp. Dipi. Port. II, 332 s. 3 Cfr. Sanuto 1(V, 309 e LVI, 176, ove si danno i nomi dei membri della commissione. 4 Cfr. Kbetschmayb in Archiv fiir osterr. Gesch. KXXXIII, 38 s. * Vedi Stoegmann, Andrea da Burgo 191 s. « Hucholtz IV 104. * Cfr. Sanuto JjV, 345; Zinkeisen II, 717;