552 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 15 a. che, come papa, Clemente VII dovette dimettere, passò nel cardinale Antonio Ciocchi del Monte, al quale seguirono Enkevoirt (1529), Cupis (1533), Carata (1537) e Morone (1553).1 Vivente ancora Clemente VII si trovano fra i deputati di questa confraternita, a lato di curiali inferiori, anche il maggiordomo del papa, Girolamo da Schio ed i cardinali Enkevoirt, Quiñones ed Ercole Gonzaga.2 Già nell’autunno del 1524 la confraternita della Carità era in tale fiore, che Valerio Lugio vi vedeva la mano di Dio. Dodici cappellani, notifica egli a Venezia, provvedono nella chiesa al culto divino: i membri visitano instancabilmente gli ospedali, poveri vergognosi, feriti, ammalati, prigionieri, seppelliscono i morti ed esercitano tutte le opere di carità immaginabili.3 Anche i membri deU’Oratoi'io del divino Amore dedicaronsi fin dal principio non solo ad esercizi religiosi, ma non meno ad opere di carità del prossimo. Ci viene espressamente tramandato, che già al tempo di Leone X si diedero premura per rialzare l’antico ospedale di S. Giacomo degli incurabili, dove sorse poi una nuova confraternita in cui entrarono Leone X, tutti i cardinali, molti prelati e persone di corte.4 All’Oratorio del divino Amore, deve pure la sua origine il monastero per peccatrici penitenti al Corso.5 Il cardinale Medici ottenne da Leone X l’approvazione di questa fondazione, che favorì anche diventato pontefice.8 I membri dell’Oratorio del divino Amore, il cui numero col tempo salì a 50 fino a 60, erano uomini di molto differente cultura e condizione. A lato di tali, che vivevano esclusivamente dediti a cose ecclesiastiche, come Giuliano Dati, parroco dei Ss. Silvestro e Dorotea,7 Gaetano di Tiene, Gian Pietro Carafa, Luigi Lippomano, ai quali s’accompagnò più tardi anche un politico e 1 * Lista dei protettori nell’A rchivio della Compagnia di San Girolamo della Carità. 2 Dal * catalogo dei deputati charitatis notai: 1524: Giov. Pietro Crivelli. Milanese. 1525: Fr. Pallavicino, epise. Alerten.; Evengelista Tarasconi, segret. del papa; G. B. Gibraleon, scritt. apott.; Eduardo Cicala, abbrev. ; Aleas. de Cesena, doctor, 1526: Girol. [da Schio], veso, di Votano. 1527: Girol. Campeggi, vesc. di Parenso. 1528: Card. Enkevoirt ; Biagio di Cesena. 1580: Bolide Peserà. 1532: Card, s. Crucis e Card. E. Gonzaga. 1536: (liberti, vesc. di Verona. Archivio della Compagnia di S. Gir oliamo della Carità. s Santtto XXXVII, 88. * Questi dati finora ignoti sono secondo 1’ * appunto del 1553 in App. n. 19*. s Vedi in App. n. 19“. e Vedi Bull. V, 742 s. ; VI, 92 s. demente VII distinse col dono della rosa d oro l’antica confraternita del Gonfalone ; vedi Ruggem, L’arcieonfrat. del Gonfalone, Roma 1866, 200 s. ? iSu di lui cfr. Ughelli IX, 514, le iscrizioni presso Forcella II, 344; VII, 429; IX, 359, 362 e Cakacciolo presso Jensek, Caraffa 191. Coi Romani Bernardo di Mastro Antonio e Mariano Particappa il Dati compose per la confraternita del Gonfalone il pili antico dramma della Passione ; prima stampa, Roma 1515 ; ultima per Amati, Roma 1868.