Resoconto del Sacco. Il francese Grolier, che s’era riparato nella casa di un vescovo spagnolo, descrive con parole commoventi lo spettacolo che dalla piattaforma del suo asilo s’offriva allo sguardo sulla città desolata dal fuoco e dalla morte : « dappertutto grida, strepito d’armi, ululati di donne e fanciulli, crepitio di fiamme, fragore di tetti cadenti : dalla paura noi irrigidimmo e origliavamo quasi da soli fossimo scampati dal fato per vedere la rovina della patria».1 In fine a Roma non v’era quasi più una casa intatta : non erano state risparmiate neanche le miserabili capanne degli acquaioli e facchini :2 in tutta la città, si legge in una relazione, non eravi alcuno sopra i tre anni, che non avesse dovuto riscattarsi.8 Parecchi erano stati sottoposti a contribuzioni due o anzi tre volte, molti erano stati talmente tormentati da preferire la morte immediata a ulteriori torture.* Difficilmente si riuscirà mai a fissare il numero dei morti, ma in Borgo e in Trastevere sarebbero stati gettati nel Tevere 2000 cadaveri e sepolti 9800.8 II bottino dei soldati fu incalcolabile: stando ai computi più bassi esso avrebbe importato in denaro e oggetti preziosi più d’un milione di ducati, in somme di riscatto da tre a quattro milioni. Clemente VII calcolò il danno totale in dieci milioni in oro. Più d’un soldato aveva raccolto tanta quantità di denaro da non poter portarlo via: persino ogni bagaglione aveva tanti ducati che poteva riempirne il proprio berretto.9 Con una freddezza spietata, che fa rabbrividire, l’eroe protestante Sebastiano Schertlin di Burtenbach nella sua autobiografia dà relazione nei seguenti termini della miseria dei Romani, che fece ricchi i vincitori : « nel 1527, ai 6 di maggio, abbiamo preso d’assalto Roma, ferendovi a morte più di 6000 uomini. Abbiamo sac- kius 80; Sanuto XLV, 122, 134, 164, 165, 107. Le notizie sul giorno dell’arrivo del Colonna sono discrepanti (cfr. Orano I, 284 n.). Danno il 10 maggio le relazioni presso Villa 128, 163, Nova presso iSchardius II, Oli e il * Diario di Cornelio de Fine (Nazionale di Parigi), che osserva : * « Horum ad-ventus maxima urbis destructio fuit». 1 Grolierius 87. Grboorovius IV, 734. 2 Vedi le relazioni in Milanesi 474. 480. » Droysen, Zeitgenóssische Berichte 30; cfr. Alberini 345 s. « Cosi riferisce L. Guicciardini in Milanesi 226 s. ; cfr. Sanuto XLV, 192. Gitmppenbero 236 dice che parecchi sarebbero stati taglieggiati dieci volte e poi ciononostante uccisi. 6 iSanuto XLV, 210. Guicciardini XVIII, 3 dii soli 4000 morti. Questo dato è troppo basso; altri (Orano I, 275) sono evidentemente esagerati. È af fatto incredìbile il computo per i tre mesi dopo il Sacco di 100000 morti fatto da Vogelstein II, 47 seguendo Reissner, poiché prima dell’occupazione Roma non aveva più di 55035 abitanti. Vedi Arch. d. Soc. Kom. XVII, 876 s. 8 Guicciardini X\'III, 3. Sanuto XLV, 146, 203, 218, 436. Villa 147. Cfr. Reumont III 2, 204. Anche la relazione presso Villa 138 conferma la notizia sul computo fatto da Clemente VII presso Sanuto XLVI, 382. I computi pili alti di altri (vedi Orano I, 274 n.) sono esagerati.