Il profeta di sventura Bart. Carosi, detto Braudano. 247 sulla statua dell’apostolo Paolo, che stava davanti alla chiesa di S. Pietro e gridò verso il papa: Bastardo sodomita, pei tuoi peccati Roma sarà distrutta ; contèssati e convértiti. Se tu non lo vuoi credere, fra quattordici giorni lo vedrai.1 Per i Romani un tale profeta non era una novità : già nell’estate del 1525 un eremita aveva loro annunciate le sue strane visioni.2 Le profezie del nuovo nunzio di sventura, che è noto sotto il nome di Brandano, superavano però sotto più aspetti quanto fino allora era accaduto. La comparsa di questo fanatico è un episodio sommamente caratteristico di quell’epoca agitata. Bartolomeo Garosi, nominato Brandano,3 era oriundo di Petroio nel Senese. Dopo d’essere vissuto per lungo tempo malamente nel mondo, ad un tratto si convertì e si dedicò come eremita a rigorose penitenze. Più tardi abbandonava la sua solitudine e recavasi nelle città della sua patria per rinfacciare agli abitanti la loro condotta peccaminosa. Scoppierebbe la collera di Dio; guerra, peste ed altre tribolazioni sarebbero le conseguenze della corruzione generale. Questo era dovunque il contenuto delle sue prediche penitenziali. Talvolta nel suo fervore parlava anche in poesia.4 Probabilmente più ancora delle sue prediche e profezie influiva il suo esteriore. Il profeta girava attorno scarsamente vestito, scalzo e con una lunga capigliatura rossa, che arruffata penzolava sulle spalle. Il suo corpo era muscoloso, ma dimagrato dai digiuni, il viso pallido, solcato di grinze, gli occhi verde-gialli infossati dalle lagrime e 1 Vedi la relazione spagnola sul sacco presso Villa, Asalto 141. 2*Cfr. la ** relazione di G. de' Medici del 29 luglio 1525 nell’A r eh i v 1 o di Stato in Firenze. Reumont III 2, 192 identifica a torto il primo profeta con Brandano; l’autore della Neutre zeyttung (sulla cui credibilità vedi Schulz 44) distingue chiaramente fra i