384 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 5. A Calais il Wolsey ricevette il benvenuto dal cardinale Giovanni de Lorraine, che lo accompagnò poi presso Francesco I ad Amiens. Il re francese ricevette in detta città il cardinale inglese con dimostrazioni di onore del tutto straordinarie.1 Su questo incontro collocaronsi tanto maggiori speranze perchè Francesco I, fino allora così incurante a dispetto di tutti gli avvertimenti,2 dopo la catastrofe di Roma pareva come trasmutato. Nel primo momento il re era rimasto affatto stordito, poi decise di agire. Veramente anche per lui ciò che lo guidava era meno la cura per la liberazione del capo della Chiesa che non il timore della preponderanza dell’imperatore e la speranza di liberare i figli prigioni. Si intrapresero estesi arruolamenti di truppe ed anche la flotta francese del Mediterraneo ricevette l’ordine di impedire in qualsiasi maniera che il papa venisse condotto in Spagna. Andrea Doria fu preso al servizio francese con otto galere. Le più ampie facoltà per condurre la guerra in Italia ricevette Lautrec, il quale fin dal 30 giugno lasciò la corte francese per recarsi presso l’esercito, che radunavasi in quel d’Asti.3 Così, scriveva il Sal-viati al Castiglione residente presso Carlo V, questa vittoria o meglio questo assassinamento di Roma non ha molto giovato all’imperatore, che anzi ha spinto i principi a fare molto di più. Di tutto ciò però, aggiunge egli tristamente, deve far le spese la povera Italia.4 Ad Amiens il Wolsey tenne minuziose consultazioni con Francesco I, col Salviati, col nunzio inglese Gambara e coll’oratore fiorentino Acciaiuoli. Quest’ultimo dà il seguente giudizio: sebbene esteriormente il cardinale si presenti con pompa esagerata e grande ostentazione, pure nei discorsi, nel contegno e nel trattare addi-mostra uno spirito veramente grande ed intraprendente. È uomo amabile, pieno di nobili e gloriosi pensieri. Dal tempo di Ales- 1 Sanuto XLV 032 g.; XLVI, 34. Decrue, Ahne de Jfontmorency 94. Gavendish. Wolsey 80-103. Cfr. anche la * lettera (lei cardinale Salviati da Amiens 1(1 agosto 1527. Nunziatura di Francia /, f. 34 nell'Arehivio secreto pontificio. 2 Fin dal 28 novembre 1520 in una * lettera diretta a Francesco I il Cfc-nossa aveva espresso il timore che gli imperiali andrebbero direttamente a Roma. Il 9 gennaio 1527 a proposito delle enormi pretese del Lannoy il Canossa scriveva : se V. Maestà non aiuta il papa, costui o dovrà fuggire da Roma o cadrà prigione. Queste * lettere trovansi in copia nella Comunale di Verona. s Cfr. Dejardins II. 950 ss., 955 s., 905. 974; Decri'E. Anne de ilontmorene y 91-92. Sui preparativi francesi e la partenza del Lautrec dà * relazione il cardinale Salviati a Iacopo ISalviati il 17 giugno 1527 e al Castiglione il 3 luglio 1527. Nunziatura di Francia I. f. 0-7 e 9 nell'Arehivio segreto pontificio. * * Il Cardinal Salviati al nunzio presso l'imperatore 8 giugno 1527 (Archivio segreto pontificio); vedi App. n. 110.