Le novità religiose in Francia. Condotta oscillante di Francesco I. 493 mento fermamente cattolico, che animava il suo avversario Carlo V. Margherita di Angoulème sorella del re simpatizzava apertamente coi novatori religiosi. I cattolici francesi avevano un solido appoggio nel parlamento e nella Sorbona, che s’era dichiarata subito contro Lutero1 e malgrado il suo contegno tutt’altro che papale era feroce nemica della nuova dottrina. Anche il cancelliere Du Prat, dal 1525 arcivescovo di Sens e il gran maestro di Francia Anna di Montmorency stavano decisamente per la causa cattolica.2 La prigionia di Francesco I fu considerata dai rigidi cattolici siccome una punizione per la indulgenza da lui fino allora usata verso gli eretici : la reggente poi si mise d’accordo col papa per punirli. Il parlamento procedette in vario modo contro i novatori religiosi, due dei quali vennero giustiziati.3 Nel dicembre del 1527 il clero in compenso del suo aiuto finanziario al re richiese tra altro anche 1’«annientamento della setta luterana», che Francesco I dovette promettere.4 In varii sinodi provinciali si presero a gioia di Clemente VII provvedimenti per la riforma degli abusi ecclesiastici e per la punizione dei novatori.5 I novatori religiosi danneggiarono grandemente la loro causa allorché una notte di maggio del 1528 a Parigi misero in pezzi e gettarono nel fango un’immagine di Maria col Bambino Gesù. A questo delitto il sentimento cattolico del popolo eruppe con tal forza, che anche Francesco I trovò consigliato di partecipare alla processione di riparazione.0 Allorquando l’annientamento dell’armata francese a Napoli nell’agosto del 1528 costrinse il re a cercare l’amicizia del papa, il governo abbandonò completamente i novatori. Il luterano Luigi de Becquin, che Francesco I aveva tutelato due volte (1523 e 1526) ora venne condannato e giustiziato (aprile 1529).7 Che soltanto motivi politici d’utilità costituissero per Francesco I norma nella questione religiosa ne diede la prova nel 1531 la sua unione coi protestanti tedeschi, i quali gli sembrarono alleati preziosi perchè indebolivano la potenza dell’imperatore. Caratteristico a questo riguardo è il fatto, che subito dopo il convegno col capo della Chiesa a Marsiglia, Francesco I si recò ad una conferenza col più intraprendente capo dei novatori in Germania, 1 Vedi il nostro voi. IV 1. 311. 2 Ofr. Decrue 217 : Hefele-Hergenrotheb IX. 627 s. » Vedi Bilis. I/o», saec. XVI 344 s., cfr. 146 s. ; ,Soli>an I. lOts. ; Hefele-IIergenrììther IX, 629; Mèi. d'archcol. XII, 316 s. 4 »Lettera del cardinale Salviati del 28 dicembre 1327. X un: in funi ili Francia I, f. 127. Archivio segreto pontificio. s Vedi Hefele-Hergenrother IX. 629 s. : Mei. d’archéol. XII. 31.) s. 6 Vedi la ‘lettera del Cardinal Salviati del 16 giugno 1528 loc. cit. (Archivio segreto pontificio) e il breve presso Raynax® 1528, n. 80. t Ofr. Rollano in MÈI. d’archéol. XII. 314 s„ 324 s. Sul severo procedimento contro luterani a Tolosa nel giugno 1532 vedi Sanuto LA I. 527.