294 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 5. Quiñones credette certo di dovere usare un linguaggio sì forte perchè sapeva che Carlo perseverava nell’idea di trarre tutto il possibile vantaggio dalla prigionia del papa e di assicurarsi in guisa, che non potesse più parlarsi di Stato pontificio indipendente. Il nunzio pontificio Castiglione, nel quale il cardinal Salviati riponeva tutta la sua speranza,1 sostenne col maggior zelo gli sforzi del Girolami, ma non gli riuscì di ottenere una risoluzione determinata dall’imperatore relativamente alla liberazione del papa.2 Invano parimenti si adoprarono gli ambasciatori inglesi alla corte imperiale sebbene esplicassero tale una sollecitudine da sembrare rappresentanti del papa.3 Maggior effetto produssero sull’imperatore le rimostranze del Quiñones, il quale però da principio non ottenne che poco. Alla fine di luglio Carlo fece stendere lettere al Senato e popolo di Roma,4 al legato Salviati,5 ai cardinali e alla nobiltà romana,6 finalmente a tutti i principi cristiani, in cui respingeva da sè ogni responsabilità per il Sacco da lui non inteso e rappresentava Clemente VII come di vero colpevole, ma insieme esprimeva con forti parole il suo dolore e afflizione per l’ingiuria irrogata alla Sede Apostolica, dicendo che avrebbe preferito non vincere ad essere vincitore con vittorie simili.7 In quegli stessi giorni Carlo ebbe novella del progetto di divorzio d’Enrico VIII: ai 31 di luglio egli incaricava il Lannoy di parlare della cosa con Clemente VII, ma con prudenza affinchè essa non diventasse una causa di maggior confusione qualora il papa la concepisse siccome un’esca o una funesta intelligenza e pratica con re Enrico. Carlo desiderava che Clemente VII col mandare brevi a Enrico Vili e al Wolsey rendesse impossibile ogni ulte- 1 * « In te uno praeeipuae spes nostra est ». Il Cardinal iSalviati al Castiglione da Parigi 10 luglio 1527. Nunziatura di Francia I. f. 21 nell’A r c h 1 v i o se -greto pontificio. 2 Cfr. la ‘lettera del Cardinal Salviati al Castiglione del 14 agosto 1527. Nunziatura di Francia I. f. 29-32 nell'A rcliivio segreto pontificio. » Così riferisce il Cardinal Salviati a Iacopo Salviati in una lunga * lettera da Amiens 1(5 agosto 1527. Nunziatura di Francia /, f. 34 nell'A r c h i v i o segreto pontificio. Cfr. ‘lettera del Xavagero da VaUadolid 30 luglio 1527. Cod, Vatic. 6753 della Biblioteca Vaticana. * A’ 26 di luglio : vedi Gregorovius IV. 761, SII, n. 19. Hoffmawu, Nova {'oli. I, 550, dà la violenta orazione tenuta in contrario senso in Senato. 5 Salviati annunciando l’invio del Girolami aveva addi 10 luglio 1527 scritto a Carlo V in tono sottomesso, ebe tutta la sua speranza era nella bontà dell'imperatore (questa lettera sta in Nunziatura di Francia I, f. 21 nell’Ar-cbivio segreto pontificio). La risposta di Carlo del 28 luglio col falso indirizzo «al Cardinal Cibo» sta alla Nazionale di Parigi (Ital. 1357), coll’indirizzo giusto in Sanuto XLVI, 32-33: cfr. anche Ardi. stor. Itaì. S* serie, XII 1, 1-7. e 11 31 luglio: vedi Schi-lz. Sacco 145. ‘ Cfr. sopra p. 289.