592 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 15 d. Matteo richiamò fino da allora sul semplice Francescano l'attenzione del duca di Camerino, Giovanni Maria Varano, e della moglie di costui, Caterina Cibo.1 Cerne Vittoria Colonna,2 Caterina Cibo era di quelle donne del ri-nascimento italiano, che congiungevano larga cultura con profonda pietà e grande purezza di costumi.3 Sapeva greco e latino ed apprese anche l’ebraico per poter leggere nel testo originale l’antico Testamento. Essendo nepote di Leone X e di Clemente VII, spesso recavasi nell’eterna città, dove avvicinava quei letterati.4 Per tutte le cose di religione, specialmente per una riforma del clero nel suo ducato,5 essa interessavasi con speciale calore. Poiché essa Stessa era un naturale ruvido di durezza quasi maschile, la rigidezza di Matteo doveva attrarla. Spentasi la peste a Camerino, Matteo ritornò al suo chiostro di Montefalcone, là ritirandosi di frequente nella solitudine della selva cotanto amata anche da .san Francesco. La vita dei suoi confratelli parevagli sempre meno rispondente al rigore originario delPOrdine. Egli credette di sentire minacciosa la voce del patriarca Serafico gridargli : voglio che la regola mia si osservi fino alla lettera, fino alla lettera, fino alla lettera! e sempre più andò maturando in Matteo il proposito di vivere in tutto e per tutto conformemente alla sarta regola nella maggiore possibile solitudine e povertà più rigorosa. Mentre tali pensieri commovevano il profondo dell’animo suo, egli per caso apprese da un pio campagnuolo che il suo abito non rispondeva a quello del santo fondatore dell’Ordine, il quale aveva portato un abito rozzissimo, cui era stato cucito un cappuccio non rotondo, ma quadrato con una punta.6 Da questa notizia in poi Matteo non si quietò finché non si fu procurato il nuovo abito. Tutto il suo zelo per la rigorosa osservanza della regola si 1 * Bernardino da Coi.petrazzo attesta espressamente la cosa e aggiunge che fra altri Matteo curò due nobili della corte della duchessa. 2 Su V. Colonna, che alla line del 1525 s’era ritirata nel convento di S. Silvestro in Capite a Roma, daremo particolari nel volume seguente. 3 Donna di santissimi costumi la dice il Varchi I, 173. Cfr. Feljciangeli p. 140 dell’opera oliata in n. 4. 'Sulla beata Battista Varano (f 31 maggio 1526) Clarissa v. Misceli, francese. I, 161 ss. ; cfr. IV, 18 ss. * Cfr. Reumont, Beiträge IV, 205 s. e V. Colonna 132 s., 269 nonché Fe-I.IC1ANGEU, Notizie e docum. sulla vita di Cat. Cibo-Yarano, duchessa di Camerino, Camerino 1891. Caterina diventava vedova già nel 1527. s Cfr. Fontana, Docum. 129. s Ija controversia sul vero abito di iS. Francesco e sulla questione connessa circa la vera e ininterrotta successione del patriarco Serafico fu condotta nel secolo XVII dai Francescani e dai Cappuccini con tale violenza, che la congregazione deU’Indice e quella dei Riti dovettero intervenire più volte: vedi Reusch, Index II, 260; cfr. anche Gaudentuts 276 s. Che i Cappuccini siano genuini e indubbi figli di san Francesco fu dichiarato da Paolo V e Urbano Vili; v. Bull. Capuc. I, 57 e 77 ss.