188 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 2. nunzio perciò prenda misure segrete onde in caso di guerra avere pronti da otto a diecimila Svizzeri, che fossero disposti a combattere non solo nella Lombardia, ma eziandio a Napoli.1 Anche altrimenti il Giberti non mancò di zelo per la causa. Colle parole più energiche affermava che, se si fosse lasciata sfuggire quest’occasione, il papa avrebbe a pentirsene amaramente e s’abbasserebbe a schiavo dell’imperatore. Ciò non di meno non si riusciva ancora a indurre Clemente VII a spiegarsi apertamente e il Giberti disperando minacciava di partire da Roma.2 Al Canossa non sfuggì la ragione per cui tanto il papa che Venezia esitavano a dichiararsi apertamente contro Carlo V. Il 25 giugno egli espose alla reggente, che le due potenze temevano, che la Francia curerebbe soltanto i proprii interessi e sacrificherebbe gli Italiani.8 Da una simile diffidenza verso la Francia fu tosto preso anche il Giberti. * Era strano infatti che i negoziatori francesi non avessero mai sufficienti poteri per concludere un’alleanza. In conseguenza di ciò a Roma e a Venezia si lavorava con non minore prudenza, che segretezza. Sotto il velo del mistero più profondo il Giberti incaricò Sigismondo Sanzio, uno dei segretari del Carpi, di trattare colla reggente, e Gregorio Casale con Enrico VIII; si voleva premunirsi nell’evenienza, annunciata dalla Spagna come probabile, che l’imperatore si recasse in persona in Italia; nello stesso tempo si mirava a venire in chiaro sugli aiuti, che « la povera Italia » avrebbe ad attendere. Sanzio e Casale lasciarono Roma quasi contemporaneamente (9 e 10 luglio).5 Ad onta di tutte le precauzioni, il Sessa ebbe sentore di queste macchinazioni, se non che Clemente VII seppe con espressioni ambigue ingannare del tutto il diplomatico spagnolo.6 Con eguale segretezza si comportarono i guardinghi Veneziani ; anch’essi non fidavansi della Francia.7 Ancora ai 10 di luglio il Canossa aveva descritto al suo amico Giberti la perplessità della Signoria, che aspettava una decisione del papa ;8 il 18 egli poteva annunciare, che Venezia era propensa ad entrare nella lega alle condizioni, che il papa aveva fatto formulare a mezzo di Sigismondo 1 Lett. d. princ. II, 81. 2 Santtto XXXIX, 174, 176. » ‘Canossa a Madama la regina di Francia in data di Venezia 23 giugno 1525. Biblioteca comunale di Verona. ■» Ofr. la sua lettera al Canossa dell’8 luglio 1525 in Lett. d, princ. II, 85. « Lett. d. princ. II, 85, S6. Grethen 76 s. Professione, Dalla battaglia di Paria 35. Jacqukton 211 s. e Grethen 78 ss. i ** Canossa a Madama la regina di Francia in data di Venezia 7 luglio 1525. Biblioteca comunale idi Verona. s »* Canossa al datario in data di Venezia 10 iluglio 1525. Biblioteca comunale di Verona.