L’imperatore e il Sacco di Roma. 289 Soltanto nella seconda metà di giugno Carlo V ebbe notizia della conquista di Roma.1 Le novelle, da principio inesatte, su ciò che era ivi avvenuto da parte dello sfrenato esercito, dovettero scemare la gioia sua per il grande, inaspettato successo. L’inaudito furore, col quale le truppe avevano infierito nell’eterna città, contrastava coi suoi interessi poiché esso doveva arrecare onta e vergogna al suo nome. Egli aveva bensì desiderato di punire e di rendere innocuo il papa a lui nemico, ma non aveva inteso una devastazione quale i suoi soldati avevano inflitta alla veneranda antica capitale del mondo cristiano. Perciò ai primi d’agosto protestò presso i principi della cristianità contro l’attribuzione che gli si volesse fare di quell’orrore.2 Con questa dichiarazione però non si annulla il fatto, che Carlo lasciò andare il suo esercito a una tale condizione, che, perdurando essa, era da temersi ogni peggior cosa dalla indisciplinatezza dei soldati: inoltre egli s’era espresso così equivocamente che poteva credersi non riuscirgli sgradito se il suo esercito trovasse il suo conto a Roma: vero è doversi tenere presente che da lunga pezza in Italia s’andava avanti colla massima : la guerra si nutre da sé.3 Carlo dovette ora espiare le mancanze commesse. Dopo il Sacco lo spirito della rivolta s’impadronì talmente dei soldati vittoriosi, che all’imperatore non apparteneva più l’esercito suo. Roma era conquistata, era prigioniero il papa, ma l’armata imperiale minacciava di sfasciarsi completamente.4 Molto presto gli orrori commessi a Roma si rivelarono all’estremo svantaggiosi alla causa dell’imperatore poiché essi davano a tutti i suoi nemici un comodo appiglio a gravi accuse, le quali ' iati vedi sopra p. 282 s. e la ** lettera del Guicciardini al Gambara da Firenze 15 luglio 1527 neH’Archivio Ricci in Roma, non che le »lettere di Sal-viati al Castiglione 8 ottobre, 6, 19 novembre, 8 dicembre, a Girolamo Ghi-nnccl 19 novembre 1527 e al Cardinal Ridolfi 8 e 21 dicembre 1527. Nunziatura 'li Francia 1. f. 65ss., 76ss., 92ss., 96ss., 99ss., 107 ss., 122ss. neU’Archivio segreto pontificio. In una * lettera a Clemente VII in data di Venezia 29 ottobre 1527 il Cardinal Cupis parla della sua opera per la liberazione del l'apa a Venezia e in Francia. * Lettere di principi IV, 218, 222; cfr. ibid. 178, 187 11 riconoscimento di questo lavoro del Cardinal Oupis in una * lettera di Francesco I a Clemente VII da St.-Germain 4 febbraio 1528. Archivio segreto Pontificio. 1 Cfr. Schttlz, Sacco 131, 143. Vedi anche Buoholtz III, 97 ; Gassler 121 s. p Archiv, di Hormayr, 1812, 380. 2 Lett. d. princ. II, 234 ss. Cfr. il giudizio di Melantone in Janssen-Pa-stor IIIis, 142 s. 3 Cfr. Jesenko, Geschah die Erstürmung Roms mit oder ohne Vorwissen Karls V.t Programma del ginnasio dl Gorizia 1864, 37. Vedi anche Hefele-Hergenrötiier IX, 527 ; Orano I, 318 n. e Baumgarten, Karl V. II, 543. Sostiene una colpa maggiore in Carlo V il Dorez in Mèi. d’archéol. XVI, 362 s., al quale aderisce Lebet 418 s. Cfr. anche Bttrchkardt, Kultur V, 133 s. * Cfr. sopra, p. 278, 281. Pastor, Storia dei Papi, IV, 2. 19