Traslazione del processo a Roma. Caduta del Wolse.y. 473 pegio tuttavia impedì la cosa rinviando nella seduta del 23 luglio la corte fino al 1° ottobre per la durata delle ferie usuali a Roma per i tribunali. Essa non doveva più riunirsi. Con ciò la partita era perduta per il Wolsey. Era proprio tempo che la cosa venisse portata a Roma. Là non avevano che tirato troppo per le lunghe. Solo dopo che per la sua alleanza con Carlo V fu sicuro d’un potente appoggio, Clemente VII si mise ad agire risolutamente. Un concistoro del 16 luglio 1529 decise sulla base dell’appello della regina il trasferimento del processo a Roma dinanzi al tribunale della Rota.1 Con ciò finì il potere dei legati in Inghilterra. Il 19 settembre Campegio ebbe l’udienza di congedo da Enrico Vili, che lo congedò amichevolmente,2 ma la partenza venne differita per i suoi dolori di gotta. Prima di poter fare il 26 il tragitto da Dover, ove trovavasi dall’8 di ottobre, egli dovette tollerare un trattamento indegno al sommo: il suo bagaglio venne perquisito sotto il pretesto di sospetto, che potesse portare con sè a Roma tesori del Wolsey e lettere gravi del medesimo: la vera ragione invece fu che speravasi di potere così venire in possesso della bolla decretale; ma poiché questa da tempo era stata distrutta, la visita rimase infruttuosa.3 Prima di partire il Campegio potè avere la notizia della caduta del Wolsey, che ora doveva scontare l’insuccesso. Fino dal 9 ottobre 1529 era stato iniziato il processo contro di lui, che ai 16 di ottobre dovette restituire il sigillo di Stato. Spogliato dei suoi beni e cacciato dalla corte, più tardi per breve tempo apparentemente riabilitato nel favore del re, egli venne accusato di lesa maestà; mprigionato ai 4 di novembre del 1530 a Cawood, nel tragitto verso Londra, dove l’avrebbe certo atteso il supplizio, il Wolsey morì nell’abbazia dei canonici regolari Agostiniani di Leicester ai 29 di novembre del 1530.4 1 La requisizione presentata in nome della regina e Armata dal papa è Presso Ehses, Dokumente 122-128. Ai 19 di luglio Clemente VII comunicò al re i‘(l a Wolsey essersi compiuta la traslazione ; vecH le lettere presso Ehses loc. •it. 120 ss. ; le altre lettere del papa del 29 agosto e 4 settembre ibid 125 ss. 2 Campegio a Salviati da Canterbury 7 ottobre 1529 presso Ehses loc. eit. 133-135. 3 Ofr. Bbeweb^Gaibdneb II, 375 s. ; Fbiedmann I, 96 s. ; Ehses in Hist. ■Inhrb. 1888, 46 s. ; Ehses, Dokumente 137 s. 4 Cfr. specialmente la minuziosa esposizione degli ultimi casi di Wolsey presso Bbeweb-Gaibdneb II, 378-464. Vedi anche l’eccellente articolo di Ste-'EH80K in Month. 1883, gennaio. — Sul Wolsey in generale oltre la letteratura relativa alla faccenda del matrimonio cfr. l’articolo Wolsey di Belles-heim nella seconda edizione del Kirchenlexikon di Wetzeb u. Welte XII, 1747-1756; della letteratura più vecchia A. v. Keitmont, Kardinal Wolsey und der heil. Stuhl in Beiträge zur italien. Gesch. III, Berlin 1855, 1-100; Folkestone Williams, Lives of the English Cardinals II, London 1868, 246 s.; Hook, Archbishops of Canterbury, N. S. I., London 1868; Cbeigthon, Card. Wolsey, I-ondon 1888.