2% Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 5. de Veyre, che co! Quiñones attendeva a Barcellona,1 non rispose a queste assicurazioni. Qui pure non si manca di protestare quanto siano dispiaciuti all’imperatore gli avvenimenti di Roma, quanto egli desideri la pace nella cristianità, la riforma della Chiesa e la estirpazione dell’eresia luterana, ma quanto al mettere in libertà il papa rilevasi nel modo più determinato, che con ciò devesi intendere soltanto l’esercizio dell’ufficio spirituale e s’inculca espressa-mente all’oratore che prima però si dovrebbe dare al Lannoy tutte le assicurazioni umanamente immaginabili perchè fosse impossibile un nuovo inganno, una vendetta del papa. Era lasciato al Lannoy di fissare le garanzie, ma Carlo indicava ciò che credeva di dover esigere a questo riguardo, cioè Ostia, Civitavecchia, Parma, Piacenza, Bologna, Ravenna e, in cambio della cessione di Castel S. Angelo, Civita Castellana. L’imperatore quindi, per ristabilire la libertà d’esercizio dell’ufficio spirituale di Clemente VII, esigeva niente meno che la consegna di tutte le città più importanti dello Stato pontificio. Rilevava tuttavia, che egli non le chiedeva per il suo vantaggio privato, ma che intendeva tenerle nelle mani fino alla pace universale e fino alla convocazione d’un concilio ecumenico, fino alla riforma della cristianità.2 Intanto Clemente VII aveva passato un periodo orribile. Stava-sene egli, custodito nel modo più rigoroso da selvagge genti di guerra, come ,un « sepolto vivo » nell’angusto Castello3 cercando conforto nella preghiera,4 sperando nella magnanimità dell’imperatore5 e poi di nuovo nell’aiuto fatto sperare da Francesco 1,0 rassegnato però a tutto. Ne è una prova una bolla redatta ai 15 di luglio del 1527, la quale regolava la elezione pontificia per il caso che Clemente VII morisse prigioniero a Roma o altrove, in Italia od 1 C'uif ones e 1*. de Veyre partirono il 15 agosto |>er Barcellona : vedi la * lettera di Navagero del 17 agosto 1527 (Coti. rafie. 6753 della Vati c a n a) e la * lettera da Compiègne 14 settembre 1527 del Cardinal Salvia ti a F. Guicciardini (Nunziatura di Francia I, f. 50 neU'Archivio segreto pontificio). Essi lasciarono Barcellona il 5 settembre (»lettera di Navagero da Paredes 27 settembre 1527 nel Cod, rafie. 6753) e giunsero a Roma ai primi di ottobre. Cfr. Saluto XLVI, 150, 152, 181, 203, 205, 210, 223, 225. ( - Bucholtz III, i>7 ss. dà l’istruzione in estratto e la pone tre settimane dopo il 30 giugno, vale a dire al 21 luglio. L’imperatore tardò a trasmetterla al Veyre Ano al 18 agosto; vedi la ’relazione di Navagero da Valladolid IO agosto 1527 alla Vaticana. Cfr. Browtì IV, n. 152. a Abitava coi cardinali nel cosidetto maschio del castello ; vedi Gbegobo-vius IV 760. Guardie spagnole stavano davanti la camera da letto del papa : vedi Giovio, Descrizione 18. 4 Cfr. Santjto XLVI, 132. s Ibid. XLV, 415. 8 Vedi la lettera di Francesco I a Clemente VII in data d'Amiens in Mèi. iVarchéol. XVI. 414-410. La versione latina presso Grouekil*s 131 s. dii come luogo di redazione Compiègne e come data il 14 settembre.