La così detta pace religiosa di Norimberpa (1532). 40i> si consulterebbe sul modo migliore di provvedere al comune bisogno della nazione tedesca sia con un concilio o sia con altri mezzi e vie sufficienti all’uopo.1 L’imperatore non consentì alla richiesta di convocare egli stesso un concilio, che non era cosa sua.2 Come in Germania così erano molto diverse a Roma le idee circa la politica da seguirsi coi protestanti. Pare che personalmente, in vista del gigantesco pericolo, incombente sulla cristianità da parte dei Turchi, Clemente VII approvasse la condiscendenza di Carlo V.3 Perciò fin dal principio l’Aleandro aveva scongiurato il papa di astenersi da ogni approvazione del componimento religioso e raccomandato perfetta neutralità in questa così scabrosa faccenda.4 Clemente VII infatti si guardò da qualsiasi espressa approvazione della pace religiosa di Norimberga, dopo la cui concessione i protestanti parteciparono alla guerra dell'impero per la difesa contro i Turchi. 1 Ofr. Janssen-Pastob III18, 280 s. ; Hefele-Hergenrüther IX, 783. In un I atto accessorio tenuto segreto ai cattolici del 2 agosto 1532 Carlo promisi-iin-Itre la sospensione dei processi «riguardanti la fede» al tribunale supremo (K-H’impero. Hortleder, Von den Ursachen des dcutsehcn Krieges Karls V. I, 11. 2 Cfr. la relazione dell’Aleandro in Laeìimer, Moti. Vatic. 143. 3 Vedi la * lettera di G. M. della Porta al duca di Urbino da Roma 17 ago--1 " 1532 nell’A rchivio di Stato in Firenze. 4 Ofr. Laemmer, Mon, Vatic. 134s.; Mavrenurecher, Kath. Ref. 341.