554 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 15 a. Per quanto si rivelasse importante e salutare l’attività dell’Ora-torio e delle sue diramazioni, pure unioni di questo genere non potevano a causa della loro natura esercitare un’azione più vasta e profonda. Essendo confraternite, esse mancavano di rigida organizzazione ed alle continue oscillazioni nel numero dei partecipanti aggi ungevasi che spesso l’uno o l’altro a causa di altri doveri e negozi veniva impedito dalle opere buone per le quali si erano uniti.1 La cognizione di questi difetti fece sorgere il progetto di fondare un Ordine particolare di chierici regolari, i così detti Teatini. Quest’ordine, che propriamente sbocciò dall’Oratorio del divino Amore, ottenne ben presto un’importanza straordinariamente grande per la riforma e restaurazione cattolica. In considerazione di ciò si capisce la lode entusiastica, che lo storico dei Teatini tributa all’Oratorio siccome culla della sua congregazione.2 Se da principio l’Oratorio non fu che un promettente segno precursore del cambiamento in meglio preparantesi tranquillamente entro la Chiesa,3 esso raggiunse il suo pieno valore soltanto a mezzo del nuovo ed importante organo che doveva a lui la sua origine. Furono due uomini di indole molto diversa che concepirono il disegno della formazione del nuovo Ordine: Gaetano di Tiene e Gian Pietro Carafa. Gaetano di Tiene discendeva da rispettabile famiglia comitale di Vicenza 4 Nato intorno al 1480, studiò giurisprudenza a Padova, venne nel 1505 a Roma, dove Giulio II nominollo protonotario apostolico. Solo all’età di 36 anni Gaetano ricevette nell’autunno 1516 gli ordini minori e maggiori. Dalle lettere del pio prete alla monaca agostiniana Laura Mignani in Brescia appare che umiltà e timore riverente di quella sublime vocazione l’avevano fino allora trattenuto dall’entrare nel santuario. Con parole commoventi Gaetano, che dedicava otto ore al giorno all’orazione, mette ivi in rilievo la sua indegnità ad offrire il sacrificio della Messa, nel quale egli « misero verme della terra, polvere e cenere, come in mezzo al cielo si presenta alla Trinità Santissima e ardisce toccare colle mani la luce del sole e il creatore del mondo ». Un prete di tale natura do- 1 Vedi Caracciolo, * vita di Paolo IV (Biblioteca Oasanatense). 2 Silos, Hist. cler. regul. I, 6. s Ofr. Kerker, Kirchliche Reform 9. * Vedi Acta Sanctor., Aug. Il, 240 s. ; ibid. 280 s. anche sulle biografie più antiche, delle quali 282 s. si ristampa la più importante, quella di A. Ca-bacoiolo pubblicata nel 1612. Cfr. inoltre J. B. Cakaccioltjs, Vita, Pisis 1738; Magenis, Vita, Napoli 1749 (ristampa ibid. 1845) ; Zinelli, Meni. stor. Venezia 1753 ; Barrai, (Paris 1789) ; Dumortier (Paris 1882) : Lüben (Regensburg 1883); de 'Mauldb la Olavière (Paris 1902; su questo lavoro male riuscito cfr. iScHRÖRs in Liter. Rundschau 1904, s.). Documenti sulla famiglia Tiene iu * Cod. 152 della Biblioteca di Ferrara. Cfr. anche Bobtolan, 8. Corona, Vicenza 1889, 360 s.