268 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 4. pericolo di vita da parte dei selvaggi lanzichenecchi e patì gravi danni negli averi.1 Giorgio Sauermann, procuratore dell’imperatore, fu sì letteralmente saccheggiato che dovette andarsene attorno elemosinando e morì, estenuato dalla fame, sulla pubblica via.2 Nessun luogo dava sicurezza: non venivano risparmiati neanche gli ospedali, fra gli altri persino quello dei Tedeschi.3 L’ambasciatore veneto Domenico Venier, gli inviati di Mantova, Ferrara e Urbino s’erano rifugiati nel grande palazzo della marchesa Isabella di Mantova presso Ss. Apostoli. Questa nobile principessa aveva inoltre in quella sua dimora simile a fortezza concesso asilo a un grosso numero di nobili donne e uomini. La notte stessa vi accorse per difenderla Ferrante Gonzaga, figlio della marchesa, ma egli non potè impedire che i nascosti nel palazzo dovessero pagare per riscatto 60000 ducati. E sebbene una guardia di spagnoli e lanzichenecchi lo guardasse poscia, pure il palazzo era continuamente minacciato da bande selvagge. La marchesa trovavasi in angoscia mortale : il 13 maggio riparò a Civitavecchia, fuggendo con lei l’ambasciatore di Venezia camuffato da facchino. Nella lettera colla quale racconta al doge il suo scampo, il Venier osserva che la distruzione di Gerusalemme non può essere stata peggiore di quella di Roma.4 Pompeo Colonna aveva fatto la sua comparsa in Roma il 10 di maggio trovando il suo palazzo saccheggiato e le vie coperte di cadaveri. Il raccapricciante spettacolo della devastazione toccò fino alle lagrime persino quest’uomo duro. Giovio narra che il Colonna cercò con sollecitudine di lenire la miseria e diede protezione a molti fuggiaschi, ma con lui erano entrate alcune migliaia di contadini dei dintorni per saccheggiare ciò che i soldati avevano lasciato. Le stesse grate di ferro, anzi persino i chiodi furono da costoro strappati dalle pareti delle case. Ora andò in fiamme anche la villa del papa su Monte Mario.8 » Vedi Villa 157, 103 e Schulz 9 s. Cfr. anche Canovas del Castillo, Asalto, 1S-19. 2 Ofr. Bauch in Zeitschr. fiir schlcs. (leseli. XIX, 179 s. » Ofr. Sanuto XLV, 99 ; * lettera di Salvia ti in App. n. 116 ; Dbotsen, Zeitgenossische nerichic 23; Barthold 455. Secondo Galdebonico 92, rimasero risiMirmiati come per miracolo gli ospedali di ¡S. Giovanni e di S. Giacomo. * Lettera del Venier in data 20 maggio presso Sanuto XIìV, 214 s. cfr. 168. 191, 20Ss., 217, 220 s. Sui casi d'isabella vedi la relazione del Lanceolino citata a p. 258, n. 4, la cronica del Daino in Arch. star. Ital. App. fi. 236 e le lettere presso Luzio, Maramaldo 81 s. e Mantova e Urbino 279. Cfr. anebe in App. n. 114. 115, 117 le * lettere da me trovate di tre che s'erano rifugiati nel palazzo della marchesa, cioè la * relazione di Casella del 7 maggio (A r -ehivio distato in Modena), il * dispaccio di Francesco Gonzaga del 7 maggio (Archivio Gonzaga in Mantova), e la ‘lettera del Sanga del 27 giugno (Archivio Ricci in Roma). o Cfr. Jovius, Columna 166 s. : Gualderonico 92; J. Cave 406; Gbolie-