258 Libro III. Clemente Vii. 1523-1534. Capitolo 4. a cinque mila persone, tutte sottosopra, e, per quanto potevamo vedere, dietro di esse, appena cinquanta lanzichenecchi. Due porta-bandiera dei lanzichenecchi penetrarono a vessillo spiegato attraverso la folla fino al portone del Castello, ma furono uccisi all’ingresso del ponte.1 Molti abitanti della Città Leonina cercarono il loro scampo nella fuga e la moltitudine si riversò così avventata nelle barche, che parecchie pel sovraccarico affondarono ; non pochi si buttarono disperatamente nel Tevere.2 Nella Città Leonina, sotto i cannoni di Castel S. Angelo, le truppe imperiali non potevano restare e i capitani quindi deliberarono l’assalto al secondo sobborgo della riva destra del Tevere, al Trastevere, donde tre ponti (Ponte Sisto, Ponte Quattro Capi e Ponte S. Maria) conducevano nella città propriamente detta. Potendo ora gli imperiali servirsi dei cannoni conquistati, essi giunsero presto alla meta, tanto più che la resistenza che incontravano era notevolmente più debole. Da Castel S. Angelo si fece fuoco a più riprese, ma i cannoni non avevano una portata abbastanza lontana per danneggiare seriamente gli assalitori ed impedire la presa di Trastevere.3 Ora per gli imperiali sopra tutto importava di agire il più celermente possibile prima che sopraggiungesse l’esercito della lega, si riavessero dallo sgomento i Romani e si abbattessero i ponti. A stento i capitani tennero uniti i soldati avidi di saccheggio e fecero avanzare le singole squadre-verso Ponte Sisto. Erano circa le 7 di sera4 quando vi giunsero le prime colonne. Per quanto appaia incredibile, pure è un fatto reale, che questo punto importante era ben lungi dall’essere stato sufficientemente assicurato. 11 ponte non era stato fatto saltare, e la porta del ponte era presidiata solo debolmente.. Si domanderà: Com’era ciò possibile? Il romano Marcello Alberini, che vide da giovane l’occupazione di Roma, ne dà spiegazione. La difesa era organizzata malamente 1 Autobiografia (11 Raffaello da Montelupo 329-430; cfr. Grolierius 67. Più tardi il numero di quelli ricoverati nel castello fu ristretto a 950; vedi Canuto XLVI, 132. 2 Blasius de Martinellis presso Creighton V, c2S. J. Cave 397. a Cfr. in App. n. 116 la ‘relazione del Salviatd (Archivio segreto pontificio), come pure Sanuto XLV, 233, la lettera del Du BeJlay in Mèi. il. archéol. XVI. 412 e VAutoibiografia di R\ffaello da Montelupo 430j 4 L'ora 23* secondo il computo italiano è data nella maggior parte delle relazioni come il tempo delTentrata in Roma propriamente detta; vedi Guicciardini XVIII, 3 : A. Lanceolinus, Eroberung von Rom durch H. von Epen-porff verteutsoht (Appendice a G. Capella, Von den Geschichten Italie, Strassburg 1536; cfr. Schulz 24 s.); Alberini 340; Gumppenberö 240; * Diario di Cornelio de Fine (Biblioteca nazionale di Parigi). L’ora 20* e 21* è nominata presso Sanuto XLV, 145, 219 e Cave 399, la 22* presso Vettori 380.