La guerra intorno a Napoli. Annientamento dell'esercito francese. 319 sedianti poiché spuntarono il tifo e febbri maligne intermittenti, che ogni dì s’estendevano sempre più.1 Nel luglio, quando la pestilenza ebbe raggiunto il colmo, successe un cambiamento fattore delle più gravi e ampie conseguenze, la rottura tra Francesco I e il suo ammiraglio Andrea Doria. Carlo acconsentì a tutte le richieste del Doria e la flotta genovese se ne partì.2 Con dio Napoli, di cui alla corte francese si era considerata come affatto sicura la conquista,2 già alla fine di luglio era libera dal lato di mare : più tardi4 andò perduta per i Francesi anche Genova tanto importante per la sua posizione. Lautrec aveva compiuto i maggiori sforzi onde far cadere Napoli. Ai 5 di luglio ritenevasi già nel campo francese che la cfittà non potesse più sostenersi,5 ma gli imperiali tennero duro e si difesero così abilmente che Filiberto di Chalons, principe di Orange, subentrato dopo la morte al Moncada, potè riferire al suo signore: « nelle loro trincee i Francesi sono più assediati che noi nella città».6 Però l’alleato migliore degli imperiali fu la peste, che infierì sempre più violenta nel campo paludoso dei Francesi. Dio, dice un tedesco, mandò fra le masse francesi tale una pestilenza, che in 30 giorni morirono quasi tutti e di 25000 non ne rimasero più di 4000.7 Ammalarono Vaudemont, Pedro Navarro, Camillo Tri-vulzio ed anche Lautrec, che morì la notte dopo l’Assunta. * E poiché » Vedi S.vnuto XLV1II, ‘-82, 301, 302, 365. Ofr. la relazione del Morone in Dandolo, Ricordi 270; Alberini 363; Santoro 95 s. e il * Diario di Cornelio de Fine alla Nazionale di Parigi. Sulla qualità della pestilenza vedi Haeser III, 358. 2 Vedi Sismonui XV, 389 s. ; de Leva II, 175, 481; Decrue 112 ss. ; Fontana. Renata I, Gl s. ; Petit 75 s. ; Robert 214 s. Ranke, Deutsche Oesch. III8, 19, ». 2, parla anche delle notizie d'una « biografìa manoscritta del Guasto nella Biblioteca ('bigi » senza dare indicazione ulteriore. Si ha qui certo un errore poiché i passi ricordati dal Ranke si trovano nella * Vita di Dan Alfonso D’Ava-Ioh, Marchese del l auto in Cod. S’i e ¿3 della Corsiniana in Roma. 8 * « Costoro sono in certissima speranza che Napoli a questa bora sia del Christianissimo, et Madama ha usato di dir haverne tal sicurtà che non ne dubita punto et già ragionono chi debba essere vicere». Il Cardinal Salviati a Iacopo Salviati il 26 luglio 1528. Nunziatura di Francia /, f. 255. Archivio segreto pontificio. * Addi 12 settembre 1528. de Leva II, 486 s. Bai.an, Clemente VII 108 ss. 5 Relazione fiorentina presso Sanuto XLVIII, 223. 8 Reumont, Vittoria Colonna 92. ‘ Vedi Ranke, Deutsch. desili. Ili8, 20. Secondo Morone (presso Dandolo, Ricordi 269) morì pii! della metà dell'esercito. Cornelio di; Fine, * Diario (alla Nazionale di Parigi), dà la cifra dei morti in circa 14000. 8 Santjto XLVIII, 403, 409; il cadavere del Lautrec (vedi ritratto presso Yriartk, Rimini 365) fu sepolto nel campo (vedi de Blasiis, Maramaldo II, 369), pio tardi trasportato a Napoli da uno spagnolo e sepolto nella chiesa di 8. Chiara; vedi Santoro 115. Pift tardi Ferrante di Cordova, duca di «essa, humanarum miseriarum memor, fece erigere in S. Maria la Nuova un monumento al generalissimo francese. A Roma il agnato fece fare un funerale per