354 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 7. L'ingresso di Carlo V, che aveva lasciato Piacenza ai 27 d’ottobre, aspettavasi per il 5 novembre. A Borgo San Donnino egli ebbe per lettera del fratello la notizia del completo fallimento dell’attacco turco a Vienna.1 Con ciò di botto migliorò molto la situazione di Carlo in Italia e i suoi nemici, che calcolavano sui Turchi, perdettero il coraggio.2 Pieno di nuova speranza, Carlo passando per Parma3 andò a Reggio, dove Alfonso duca di Ferrara supplicollo in ginocchio di aiutarlo contro il papa. Lo scaltrito principe fece tutto il possibile' per guadagnare a sè il potente imperatore, che accompagnò a Modena.4 La relazione personale tra essi due doveva avere ancora importanti conseguenze. Allorché (4 novembre) arrivò a Borgo Panicale, Carlo vi trovò raccolto quasi tutto il sacro Collegio e numerosi prelati: il Cardinal Farnese gli diede il benvenuto in nome del papa e lo accompagnò alla Certosa.5 II giorno seguente Carlo faceva il suo solenne ingresso nella seconda capitale dello Stato pontifìcio. La decorazione, ond’erasi acconciata Bologna, superava di gran lunga quella assunta alla venuta del papa. Se allora aveva avuto il sopravvento l’elemento ecclesiastico, ora invece il civile passò in prima linea. In corrispondenza col carattere dell’alto rinascimento la decorazione festiva presentava un lusso straordinario. Architetti, scultori e pittori avevano gareggiato nel creare una decorazione momentanea della più svariata magnificenza, nella quale ci si ¿sentiva collocati del tutto entro l’antichità romana. Dalle finestre di tutte le case pendevano tappeti a colori e panni erano stesi sopra le strade per ombreggiarle: le verdi ghirlande formavano un meraviglioso contrasto colle arcate della città tutta a portici, qual’è Bologna. Al rivellino di Porta S. Felice, per la quale doveva entrare Carlo, si vedeva da un lato il trionfo di Nettuno circondato da tritoni, sirene e centauri, dall’altro Bacco con attorno satiri, fauni e ninfe e l’iscrizione : Ave Caesar Imperator invicte! Sulla porta poi scorgevansi le chiavi pontificie e l’aquila imperiale, iscrizioni imitanti le romane, i medaglioni di Cesare i Romano, Cronaca 102. La lettera tli Ferdinado I da I.inz 19 ottobre presso Gevay, Vrkundcn u. Aktcnstuckc sur (leseli. continuare my camyno con el deseo que traygo de bazar los pies de V. |S