Ambiziose intenzioni del Wolsey. 287 spese.1 I cardinali liberi s’erano dapprima riuniti a Piacenza decidendovi di raccogliersi a Bologna, Ancona o Parma per trattare circa la liberazione del papa. Il Cardinal Cibo comunicò questa decisione a re Enrico Vili il 10 d’agosto e ai primi di settembre ebbe luogo a Parma il convegno dei cardinali italiani liberi.2 Clemente VII incoraggiolli a perseverare nella loro opposizione al trasferimento in Francia esortandoli però ad agire con prudenza.3 Frattanto Wolsey aveva proseguito nei suoi progetti : egli seppe frenare sì poco la sua ambizione da usurpare di già la qualità da lui ambita di vicario generale del papa ancor prima che gli fosse conferita. Coi cardinali Bourbon e de Lorraine e col legato pontificio Salviati egli si recò a Compiègne, ove non rifuggì dall’eser-citare diritti papali conferendo al cancelliere Du Prat, che era stato nominato nel concistoro prima del Sacco, le insegne cardinalizie malgrado le rimostranze del Salviati.4 In tal guisa egli disponeva di quattro cardinali, in nome dei quali il 16 settembre 1527 emanò una protesta al papa, che il protonotario Uberto Gambara fu tosto incaricato di portare.5 Con tutta unzione in essa si dichiara che i cardinali sottoscritti, seguendo l’esempio dei primi cristiani durante la prigionia del principe degli Apostoli, s’erano raccolti in firtù dello Spirito Santo a Compiègne onde ovviare ai molti mali, che potevano nascere dalla mancata libertà del capo della Chiesa. Poiché l’imperatore aveva in suo potere il papa e ogni uomo è fragile, era loro dovere protestare solennemente contro ogni alienazione di diritti o possedimenti ecclesiastici e contro qualsiasi nomina di cardinale nel tempo della prigonia di Clemente VII e dichiarare che essi, nel caso della morte del papa, senza riguardo ai cardinali prigionieri o nominati di fresco dal papa spoglio della sua libertà, procederebbero in un luogo sicuro alla nuova elezione 1 Lett. d. princ. II. 232 ss. Ehses, Dokumente 1 s., 4 s. ; Dejakmnb II, 084. Fu il Canossa che trasmise le lettere di Francesco I ai cardinali liberi ; vedi la sua * lettera al re da Venezia 2(5 agosto 1327. Ai 30 d’agosto Canossa * notifica al re ehe l'inviato inglese Casale si era recato a Padova per indurre il cardinale Egidio Canisio a favorire la riunione in Avignone; l’inviato fa rii altrettanto in Mantova col cardinali ivi esistenti. Amendue le * lettere nella C o ni u -naie di Verona. Sul viaggio di Casale a Mantova vedi anche Gayanoob III 2, n. 106. 2 Cfr. Arch. d, Soc. Rom. VI, 406ss. ; iStafeetti. Card, Cybo 78 ss. Gatti-mira consigliò all'imperatore di protestare contro la riunione dei cardinali i Parma e di opporre ad essa coll'aiuto dei Colonna un altro concilio di cardinali. Bucholtz III, 06. s cfr. l'interessante notizia sull'invio dell’Agostiniano Felice presso Basito XLVI, 208. ♦ Ehses. Dokumente 251. s Cfr. Pikper, Nuntiaturen 83, n. 4 ed Ehses. Die pàpstl. Dekretale 222 s. e Dokumente 249. V. ora anche Sakcto XLVI, 171.