590 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 15 d. stretta Osservanza, più tardi Riformati.1 Costoro però incontrarono più opposizione che aiuto nel cismontano commissario generale Ila-rione Sacchetti, il quale pensava a mantere l’unità dell’Ordine. Lo spagnolo Quiñones, zelante della riforma,2 eletto generale nel 1523, fu invece un grande amico dei Frati della stretta Osservanza, ai quali diede tosto in Ispagna regole fisse e assegnò cinque case di recollezione.3 Allorché nel 1525 il Quiñones venne in Italia, come tutte le altre riforme nel suo Ordine, così favorì anche questa.4 Due compatriota di nobili sentimenti, Martino di Guzman e Stefano Molina, 5 godettero del |suo speciale favore : si fa il loro nome siccome di quelli, che trapiantarono nella provincia romana il nuovo indirizzo della stretta Osservanza, più tardi designato come quello dei Riformati. Questi Riformati conducevano una vita straordinariamente dura: soltanto due giorni la settimana mangiavano cose cotte, contentandosi nel resto di pane, frutta ed erbe. Serviva loro di letto il nudo terreno o una tavola. Il giorno cominciava e finiva con una lunga meditazione ed anche di notte si pregava in comune. Se ii Quiñones fosse rimasto più a lungo alla testa degli Osservanti, certo quest’indirizzo avrebbe fin da allora raggiunto importanza maggiore, perchè specialmente negli anni funesti seguiti al Sacco di Roma moltiplicossi il numero di quegli Osservanti, che lavoravano all’osservanza più esatta al possibile della regola dell’Ordine.15 II nuovo generale Paolo Pisotti era purtroppo un avversario come di questa così d’ogni altra corrente rigida.7 In questo critico tempo Clemente VII consigliato dal Carafa prese a cuore i Riformati comandando con una bolla del 14 novembre 1532 al generale ed ai provinciali degli Osservanti di non vessare in alcuna guisa i Riformati, anzi di aiutarli in ogni maniera e di lasciar loro un numero conveniente di conventi. Ora i Riformati ottennero anche il diritto di accettare novizi e di eleggersi in ogni provincia un custode, però il loro abito e cappuccio 1 Dom. de Gubebnatis, Orbi» sciupi). Ili 1, 263; cfr. Moroni XXVI, 154; Benedetto Spila, I santi, luoghi della Palestina e la francescana riforma, Napoli 1892, 26. 2 Cfr. Waddino XVI2, 188 s„ 205 s„ 226 s. 3 \VADDI NO XVI2, 167 S. * Cfr. Croniche dei frati Minori III, 302 ; Gonzaga, De orig. serapli. relig Venet. 1608, I, 56 ; II, 210 ; Dom. de Gubebnatis, Orbi* seraph. III 1, 262 s. ; B. Spila, I santi luoghi 28. « Gfr. Wadding XXI, 220 s. ; 'Sigismondo da Venezia, Biografia seraficar Venezia 1846, e la Cronica della provincia romana I, 282, 293. e Cfr. * Cronica del P. Bernardino da Colpetrazzo I neH’Arcbivio generale dei Cappuccini in Roma. 7 Cfr. Wadding XVD, 303 e * Cronica del P. Bernardino da Colpetrazzo I nell’A rchivio gener. dell’Ordine dei Cappuccini in Roma.