<500 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 15 d. A tutti questi oppositori Lodovico diede occasione fondata di querele col fatto, che con zelo indiscreto egli adoperavasi a guadagnare il maggior numero possibile di nuovi membri al suo sodalizio,1 fra altri anche molti Osservanti. L’accettazione degli ultimi avveniva sulla base di indulti del cardinale penitenziere maggiore. Gli Osservanti temendo la graduale dissoluzione di tutto il loro Ordine, fecero sul danno di questi indulti e sugli abusi che per essi commettevansi sì vive rimostranze al papa, che nel maggio del 1530 Clemente VII cassò tutte le concessioni fino allora fatte al nuovo ramo. La lettera papale del 3 luglio 1528 non era però menzionata espressamente nel nuovo decreto e Lodovico nella sua resistenza alle nuove misure potè attenersi a quel documento: oltracciò egli e i suoi fautori fecero ora di tutto per dimostrare infondate le lagnanze sollevate e perchè venisse ritirato il severo provvedimento del papa, sulle prime senza risultato,2 ma riuscendo alla fine ad ottenere che Clemente VII affidasse tutta la controversia per una nuova disamina ai cardinali Antonio del Monte e Andrea della Valle. Costoro addì 14 agosto 1532 decisero, che per l’avvenire gli Eremiti francescani non potessero più accettare Osservanti, che però gli Osservanti non disturbassero coloro che erano usciti dalle loro file ed erano passati fra gli Eremiti francescani, nè questi medesimi.3 La decisione data in nome del papa era un successo importante del nuovo indirizzo sul vecchio. Ed ora non solo nella Marca e in Calabria, ma anche nelle altre parti d’Italia e persino in Sicilia si dilatarono gli Eremiti francescani.1 Non poteva che tornare di utilità se si fosse reso alquanto più difficile l’ingresso fra di essi, poiché si presentavano anche di tali, i quali erano guidati più che altro da motivi umani.5 1 Lo ammette anche Boveritts I 137. 2 I documenti sopra gli avvenimenti d'alloua in AVadding XVI2 291 ss.. 300 ss., 005 s., come pure la narrazione della * Cronica del I\ Bernardino da Oolpetrazzo .sono cosi lacunosi che parecchie cose rimangono oscure. Neil’A r -chivio segreto pontificio non riuscii che a trovare due documenti in proposito cioè : 1) * l’ordine, ripetutamente ricordato nelle bolle presso Wad-ding, del 27 maggio 1530 al generale dogli Osservanti di ridurre alle loro case tutti gli usciti : lirevia 1580, voi. 50. f. 750 (ripetuto ai 2 di dicembre del 1531 ; vedi Fontana, Docum. 122 s.l ; 2) un * breve del 3 luglio 1532, col quale si comanda il ritorno alle loro case a tutti gli usciti dopo il 27 maggio 1530: Ann. .’,0. voi. SS, ». 184. 3 La decisione è stampata in Bovekius I, 172-175. <’fr. Waddino XVI2, 335. * Fin dal 1530 impiantaronsi soUdamente a Napoli (vedi Galante in La scienza e la Fede 3" serie XVIII [1872], 7 e Bonaventura da Sorrento, I Capuc-lini della pror. monast. di Napoli e Terra di Lavoro. IS. Agnello di Sorrento 1S79) e circa lo stesso temi>o in Liguria (vedi F. Z. Molfino. Cod. dipi. d. Ca-puccini Liguri, (Genova 1904, xxra s.), nel 1532 in Toscana (cfr. Sisto da Pisa, Storia d. Capuccini Toscani I, Firenze 1900. 35 s.). s Attesta la cosa * Matthias de Salo, Hist. Capite. I. 259: «Vi entrarono