Sforzi del papa per la difesa contro i Turchi (1532). 427 per ordine del papa le strade venissero percorse da processioni,1 i Romani facilmente mutevoli s’acquietarono ben presto.2 Sull’inizio d’aprile Clemente VII ebbe lettere da Costantinopoli del 18 febbraio, secondo le quali era ad ogni modo imminente un rande attacco all’Ungheria: dalla flotta, aggiungevasi, non esservi nulla da temere poiché non farebbe che una dimostrazione.3 Queste notizie vennero confermate nel maggio,4 ma ciò non ostante Clemente VII dichiarò che bisognava prendere tutte le misure di difesa e che per parte sua non voleva che esse difettassero per nulla.5 Il papa davasi attorno in tre direzioni, in primo luogo sollecitando l’armamento d’una flotta a Genova sotto il comando supremo di Andrea Doria per rendere sicuro il Mediterraneo. A questo poi andò unita la sollecitudine per la tutela delle coste italiane: Ancona specialmente doveva venire gagliardamente fortificata. Finalmente dovevansi aiutare i due fratelli habsburghesi con 40000 ducati al mese.6 Per tutto questo occorrevano grosse somme di denaro, a procacciare le quali ostavano però difficoltà senza numero.7 La situazione si complicò ancor più per il tristo contegno del re francese, di cui erano appena dubbie le mire sull’Italia. In vista del pericolo turco Francesco I, minacciando il suo distacco da Roma, aveva chiesto al papa la concessione di due decime ecclesiastiche. Clemente VII vincolò la facoltà alla condizione che dieci triremi francesi dovessero unirsi alla flotta imperiale comandata dal Doria, ma il re francese dichiarò che ciò era contro il suo onore. Alla prima notizia della partecipazione di Clemente VII a quella impresa navale, egli era uscito col nunzio pontificio nelle più violente espressioni contro il papa : questi si lascia sfruttare dall’imperatore, che sotto la lustra della guerra turca mira a scopi antifrancesi : a tempo opportuno egli, il re di Francia, andrà in Italia 1 Vedi la * relazione di A. da Burgo del 27 marzo 1532 ¡Archivio domestico, di Corte e di ¡Stato in Vienna. Heine 234s., 327; Gugmei> motti, Guerra I, 295 s. 2 Ofr. le * relazioni 25 marzo e 8 aprile 1532 di P. Peregrino nell’A r -‘‘hivio Gonzaga in Mantova. 3 Vedi le * lettere di G. M. della Porta del 3 e 8 aprile 1532 nell’A r c h i v i o distato in Firenze. lOfr. Heine 224s. * * lettera di G. M. della Porta del 25 maggio 1582 loc. cit. Ofr. Oli Attui èrb I, 202. 5 Vedi la * lettera 7 giugno 1532 di G. M. della Porte loc. cit. Ofr. Sanuto l'VI, 388. 6 Ofr. la * relazione di G. M. della Porta del 10 giugno 1532 nell’A r c h i v i o d 1 Stato in Firenze. Ofr. Heine, 229, 339. Alla fine di maggio i corsari avevano portati via presso Ostia circa 100 abitanti, fra cui molti Domenicani venuti per il capitolo generale a Roma. * Lettera di F. Peregrino del 1° giugno 1532 nell’Archivio Gonzaga in Mantova. 7 Vedi la * relazione di G. M. della Porta del 7 giugno 1532 nell’A rchivio d 1 Stato in Firenze, la relazione in Corp. dipi. Port. II, 402 s. e le * lettere di F. Peregrino dell’8 e 14 giugno 1532 all’A rchivio Gonzaga in Mantova.