11. Il divorzio d’Enrico Vili e lo scisma inglese. IL distacco dell’Inghilterra dalla Santa Sede non avvenne come l’apostasia in Germania partecipandovi popolo e dotti ; esso originò piuttosto dalla passione sensuale e dall’ambizione dell’inve-stito della corona e perciò a lungo fu più scisma che eresia. Es30 fu favorito dalla caratteristica evoluzione ecclesiastica e politica del paese, la cui unione con Roma già a partire dal secolo xiv era molto rilasciata.1 La dipendenza del clero dalla corona crebbe ancora sotto il primo Tudor Enrico VII, colla cui salita al trono nel 1485 non solo finirono le guerre delle due rose, tra le case York e Lancaster, ma cominciò in genere una nuova epoca per l’Inghilterra. Enrico VII era una natura simile a Ferdinando il Cattolico : uomo di rigido governo, pieno delle prerogative della corona, fece sentire alla nobiltà ed al clero la sua supremazia. Quando il re morì (21 aprile 1509), in Inghilterra era solidamente fondata la monarchia assoluta. Il parlamento aveva imparato ad essere docile, la nobiltà a star soggetta. Il diciottenne successore Enrico VIII era risoluto a calcare sotto questo rispetto le orme del padre. Poco si manifestò sulle prime il suo carattere lunatico e dispotico, tanto più la sua brama dei piaceri e dei godimenti. La liberalità spendereccia e la vita pomposa del re bello e versato in tutti gli esercizi cavallereschi, come pure le incessanti feste facevano la più favorevole impressione sul popolo. Ben presto l’Inghilterra sostenne anche nella politica europea una parte importante e spesso feconda di successi. Dacché era stato licenziato nel dicembre 1515, il re ed il suo cancelliere, il cardinale Wolsey, governarono senza il parlamento. Wolsey occupava una posizione eccezionale non soltanto sotto il politico, ma altresì sotto l’aspetto religioso. Dal 1518 egli copriva la dignità di legato pontificio conferitagli dapprima per un anno, 1 Gtr. U nostro voi. I, 85.