1 La grande lega contro Carlo V (Lega di Cognac, 22 maggio 1526). 199 l’Italia.1 Al possesso di questo magnifico paese accoppiavasi ancor sempre l’idea del principato europeo. Limperatore come padrone d’Italia, giudica un diplomatico pontificio, sarà il signore del mondo. Vae miserae Italiae et nobis viventibus!- Così dunque sorse ai 22 maggio 1526 la così detta santa lega di Cognac fra 'Clemente VII, Francesco I, Venezia e lo Sforza. Con questa alleanza, che era in gran parte l’opera del Giberti,3 veniva stabilito: il ducato di Milano appartiene a Francesco Sforza, che pagherà annualmente alla Francia 50000 ducati : tutti gli Stati italiani ricevono ciò che avevano posseduto prima dell’ultima guerra : Asti e la supremazia su Genova toccano alla Francia. Venezia e il papa fissano la quantità del corteggio pel viaggio dell’imperatore a Roma : i figli di Francesco I sono liberati dietro un tenue riscatto. Se l’imperatore non accetta queste condizioni, dagli alleati gli verrà dichiarata la guerra e gli sarà strappato anche Napoli, che il papa conferirà a un principe italiano; quest’ultimo deve poi pagare annualmente al re di Francia 75000 ducati di censo. Per lo sperato accesso dell’Inghilterra alla lega furono stabilite parecchie clausole speciali. Due articoli addizionali segreti determinavano, qhe anche Firenze godrebbe della protezione della lega e che Clemente, nel caso che Carlo cedesse e conservasse Napoli, dovesse ricevere da questo regno l’annuo tributo di 40000 ducati.4 «Abbiamo vinto», annunciava il Capino il 24 maggio a Uberto di Gambara; «ier l’altro avvenne la conclusione. Per l’amor di Dio tenete tutto segreto il più possibile ».5 1 Cfr. Guicciardini XVI, 6; XVII, 1; Sanuto XI/I, 286; Grethen 95 s. Lagnanze del papa sulle intromissioni deU’imperatore nel campo ecclesiastico a Napoli presso Gayangos III 1, n. 484. 2 R. Acciainoli presso Desjardins II, 861. 3 Cfr. la testimonianza del Giberti presso Pighi, Giberti 23 e App. vili. * Dumont IV 1, 451 s., Sanuto XLI. 348 ss., 383 ss., 392 ss., 400 ss,. 440 ss., 451 s. Libri commetti. VI, 183 s. Gbethen 99 s. Heulnvio 15 s. Cfr. anche le relazioni del Capino presso Fraikin 16 ss. 5 II Capino al Gambara in data di Cognac 24 maggio 1526 (Archivio Licci in Roma), oggi edito presso Fraikin 26s. Ivi anche le ulteriori relazioni del Capino e di R. Acciaiuoli su copie vaticane. La miglior redazione lell’A r c h i v i o Ricci di Roma, che per la bontà del mio stimatissimo amico marchese Giovanni Ricci, ora defunto, mi stava davanti agli occhi nell'anno 1891, rimase sconosciuta al Fraikin perchè quest’archivio ora non è •Tifi accessibile. i ! j . J