86 Libro li. Adriano VI. 1522-1523. Capitolo 2. Oltre questo breve il Chieregati lesse una istruzione redatta contemporaneamente ad esso e domandò poi l’esecuzione dell’editto di Worms insieme alla punizione di quattro predicatori, che dal pulpito di chiese di Norimberga diffondevano eresie.1 L’istruzione dal Chieregati comunicata agli Stati è di straordinaria importanza per conoscere le idee riformative d’Adriano e il giudizio che egli s’era fatto della situazione.2 11 documento, che non ha compagni nella storia del papato, espone prima di tutto ancora più al minuto le ragioni già svolte nel breve, per le quali debbono spingersi i Tedeschi a procedere contro l’eresia luterana. Oltre che dell’onore di Dio e della carità del prossimo si ricordino essi anche della fama goduta per il loro attaccamento alla fede, e che fino al presente essi sono stati ritenuti siccome la nazione più cristiana ; inoltre rammentino la vergogna che fa Lutero ai loro progenitori accusandoli di falsa fede e condannandoli all’inferno. Tengano presenti ancora i pericoli, che, sotto l’apparenza di libertà evangelica, questa dottrina porta con sè contro l’obbedienza verso ogni potere superiore, gli scandali e turbolenze già da essa prodotte, l’infrazione dei voti più sacri raccomandata contro la dottrina dell’Apostolo, con che Lutero s’è comportato peggio di Maometto. Tutto questo giustifica che il Chieregati esiga l’esecuzione del giudizio pontificio e imperiale : egli però nello stesso tempo non dovrà rifiutare il perdono ai peccatori pentiti. L’istruzione papale confuta pel minuto l’accusa ognora largamente diffusa, che Lutero fosse stato condannato senza udirlo e dove trovasi anche il breve all’elettore Alberto di Magonza del 28 novembre < v. sotto) e l’altro a Federico Elettore di Sassonia del 1° dicembre 1522, In cui conformemente alla promessa in antecedenza da lui fatta al Cardinal Caetano. dopo che Lutero è stato condannato dalle autorità ecclesiastiche e civili Adriano lo esorta a non continuare la protezione, sì invece a procedere contro di lui e dei suoi aderenti. Questa stampa è sfuggita a K.u.koff, il quale su il Cod. Vatic. 3917 ne dà (Forschungen 208 s. ; cfr. 35, 158 ss.) un testo differente in alcune particolarità. Persino Ratnald 1522, n. 73 ha ritenuto genuino il breve tante volte stampato e largamente diffuso in manoscritti (anche nella Teodo-riana di Paderborn, Lift. var. X, p. 130s.) a Federico, che comincia colle parole Batte et plus quam satis, ma esso è una falsificazione; vedi Kolde in Kirchengesch. Studien 202-227. Sul caratteristico breve all'arciduca Ferdinando v. Reiclistagsakten III, -104 n., ove va aggiunto un rinvio a Balan, Mon. ref. 297 s. Ai 18 dicembre del 1522 Adriano scrisse a Hildesheim circa la questione di quel capitolo; stampa in Lauenstein, Hìst. ep. Bildesh. I, 40. 1 V. relazione 4 gennaio del Planitz ed. Wì'ix’Ker u. Vikck 307 s. ; Reichs-tagsakten III. 385; Redlicii 103 s. L’agitarsi di quei predicatori suscitò in Roma ansie affatto speciali per i progressi deU’eresia : cfr. * lettera 12 gennaio 1523 di V. Albergati da Roma nell’Archivio di Stato in Bologna. 2 Sui manoscritti e stampe dell’istruzione v. Reichstagsakten III, 391 s., ove inoltre una nuova stampa esatta. Il passo sulla peste (v. sotto p. 88) indica con sicurezza la fine di novembre come data della composizione; cfr. sopra p. <59. Tizio (* Bist. Senen. in Cod. G li 39, f. 179 alla Chigi a na di Roma) mette l’istruzione al 25 novembre 1522, e ciò dovrebbe essere giusto.