490 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 12. Confederazione, rimasero fedeli alla credenza cattolica. Le cose svizzere occupavano Clemente VII già in un concistoro del 14 dicembre 1523. Il nunzio svizzero Ennio Filonardi venne chiamato a Roma per dare relazione e ricevere nuove istruzioni. Alla fine di febbraio il Filonardi tornò al suo posto, ma dovette dapprima starsene a Costanza, perchè gli inviati francesi lavoravano nei cantoni cattolici contro di lui ed a Zurigo, passata alla nuova fede, già non si voleva più saperne d’una rappresentanza del papa.1 Dal canto suo Clemente VII di fronte ai Zurighesi faceva dipendere il pagamento del soldo arretrato dalla permanenza dei medesimi nella religione cattolica.2 In considerazione della diffusione delle nuove dottrine i cantoni cattolici desideravano l’invio d’un dotto teologo che potesse tener testa a Zuinglio ed insieme fosse munito delle facoltà necessarie per le riforme da prendersi contro gl’inconvenienti ch’erano nella Chiesa. A quest’ultima richiesta il papa rispose evasivamente3 e nel febbraio del 1525 tornava a inviare il Filonardi, il quale si era comprovato abile diplomatico negli affari civili, ma che con tutta la sua conoscenza delle cose svizzere4 mancava di profonda intelligenza per i negozi ecclesiastici. Nessuna meraviglia che la sua missione rimanesse infruttuosa.5 Quanto poco si conoscesse a Roma la vera situazione è mostrato daH’intimazione mandata nel 1526 da Clemente VII ai Zurighesi di inviare a Roma oratori per trattare sui punti religiosi controversi.6 Allora in Curia s’era troppo occupati in questioni di grande politica perchè si potesse rivolgere la necessaria attenzione alle cose ecclesiastiche in Isvizzera. Non si trasse pertanto sufficiente profitto dall’importante successo riportato dai cattolici nel maggio 1526 alla disputa di Baden : mancava aiuto da Roma e si faceva sempre più deboli la relazione colla Santa Sede7 mentre la rivoluzione ecclesiastica progrediva. Anche dopo il riordinamento delle cose italiane l’irresoluto ed economico pontefice non prestò il conveniente aiuto ai paladini 1 Wirz, Filonardi 62-63. 2 Kai,an, Mon. saec. XVI 192 s. Riffel III, 4>3. Wirz 64. 3 In conseguenza di ciò gli uomini di iStato cattolici della Svizzera cen- trale tentarono — ma senza successo — di mettersi senza e contro il papa all’opera della riforma. Cfr. Rohrer in Geschieh tsfreund der fünf Orte XXXIII. 27 s.; Oechsli. Das eidgenössische Glaubcnskonkordat von 1525 in Jahrb. f<‘r Schweiz. Gesch. XIV. 263 ss. e in Ans. für Schweiz. Gesch. XXI (1890), 18 s. * Questa è rilevata da Clemente VII nei brevi presso Ralan, Moti, saec. -VI I 7S, 81, 84, 88. 6 Wirz, Filonardi 66 s., 68 s. Cfr. Ehses in Bist. Jahrb. XV, 469. che ricorda anche atti nell’Areliivio segreto pontificio non presi in considerazione da Wirz. e Vedi il breve presso Iìalan, Moti. saec. XVI 246 s. 7 Da ultimo cessö completamente : vedi Wirz, Filonardi 70.