«4 Libro II. Adriano VI. 1522-1523. Capitolo 2. sarebbero più consegnate a Roma, ma rimarrebbero in Germania e sarebbero impiegate unicamente contro i Turchi.1 Apertasi finalmente la dieta ai 17 novembre, il Chieregati comparve la prima volta dinanzi agli Stati il 19 e incitò con forti parole a dare aiuto per la tribolata Ungheria evitando però prudentemente di attenuare l’effetto del suo dire coll’entrare nelle questioni ecclesiastiche. Soltanto addì 10 dicembre, allorché parlò per la seconda volta sulla questione turca, egli credette giunto il momento d’uscir fuori cogli incarichi avuti riflettenti le condizioni religiose, ma al principio non fece che accennarli con discrezione dicendo d’aver avuto dal papa la missione di richiamare l’attenzione degli Stati dell’impero sulla eresia disseminata in Germania da Lutero e più minacciosa ancora del pericolo turco, e di richiedere la esecuzione dell’editto di Worms. Che del resto papa Adriano non negava l’esistenza di molti abusi alla Curia romana, ma era deciso ad agire con tutta risolutezza contro dei medesimi. Gli Stati dichiararono, che soltanto dopo averne presentazione in iscritto potevano procedere a discutere e conchiudere sulle proposte pontificie: manifestamente essi inclinavano poco ad occuparsi della spinosa faccenda. Soltanto l’arrivo addì 2 dicembre di Gioacchino di Branden-burg, che già alla dieta di Worms aveva energicamente combattuto per la causa cattolica, pare che abbia messo in moto la cosa.2 Ai 3 di gennaio del ¡1523 il Chieregati lesse agli Stati ed alla commissione imperiale parecchi documenti mandatigli in seguito, nei quali sono espresse con tutta chiarezza le idee e le proposte del papa. Il jprimo era un breve agli Stati riuniti a Norimberga in data 25 novembre 1522, in cui, dopo aver ricordato gli sforzi per la pace fatti con sommo zelo in vista del pericolo turco, Adriano trattava minutamente dei torbidi religiosi germanici. Se ne diceva autore Lutero, il quale era anche in colpa che non potesse più chiamarlo figliolo. Notavasi che esso, noncurante della bolla pontificia di condanna e dell’editto di Worms, continuava con scritti riboccanti di errori, eresie, invettive e ribellione a guastare gli animi e i costumi nei paesi tedeschi e finitimi. E, cosa peggiore, Lutero ha seguaci e protettori fra i principi, tanto che si procede contro i beni degli ecclesiastici — e ciò forse è la prima ragione di questi tumulti —, contro il potere ecclesiastico e civile e già s’è arrivati alla guerra civile. Così nel momento il peggiore a immaginarsi dell’assalto dei Turchi, la discordia e la ribellione si sono scatenate nella « nostra altrimenti cotanto stabile nazione tedesca». Il Tpapa richiamava alla memoria, che, cardinale ancora e 1 Cfr. le relazioni di Planitz edite da 'Wülckeb «. Virck 201 s., Redlich 21s. e Reichstagsakten III, 384. 2 V. Reich stagaakten III, 321 s., 385, 387 s., 876 s.; Redlich 42 s., 61 s.; Dittrich in Bist. Jahrb. X, i)9s.