256 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 4. entrar dentro presso porta Torrione approfittando abilmente di un punto mal guardato delle mura della città: quasi nello stesso tempo, i lanzichenecchi davano la scalata ai bastioni di S. Spirito.1 Un accanito combattimento per le strade si svolse nel Borgo, specialmente presso S. Pietro e presso S. Spirito. Colla fedele guardia svizzera, schieratasi presso l’obelisco, che allora trovavasi non lungi dal Campo Santo tedesco, gareggiarono nella disperata resistenza le milizie romane; queste truppe furono quasi distrutte.2 Della loro prodezza fa anche oggi testimonianza un’iscrizione presso la chiesa di S. Spirito, la quale avverte che l’orefice pontifìcio Bernardino Passeri cadde nella santa lotta per la città natia, dopo che ebbe uccisi parecchi nemici e conquistata la bandiera.1 Tosto tutto il Borgo echeggiò delle grida di vittoria delle truppe imperiali, le quali, slanciandosi avanti irresistibilmente, abbattevano tutto quanto veniva loro innanzi, senza rispetto ad età e sesso. Quasi tutti gli infermi nell’ospedale di S. Spirito, persino i degenti nel vicino orfanotrofio, furono uccisi. Davanti agli altari della basilica di S. Pietro corse sangue.4 In alcuni luoghi già si faceva saccheggio, però non dai soldati, ma dai bagaglioni poiché v’era l’ordine di astenersi da ogni saccheggio prima d’avere compiuto la conquista. Il comando fu eseguito sì rigorosamente, che i soldati per ordine dei capi dovettero uccidere a colpi di spada tutte le bestie da soma che si trovavano nella Città Leonina al fine di impedire il trasporto di bottino e con ciò la dissoluzione dei corpi di truppa.5 L’avanzata degli imperiali oltre ponte S. Angelo riam et ri cepertint Burgum S. Pet.ri continue certantes et interficientes Romance et pontificia satellite«, et nulli pepercerunt ». * Diario di Cornelio de Fine nella Biblioteca nazionale di Parigi. 1 Secondo la relazione ferrarese in Archiv> di Hormayr 1821, 438 (questo documento era stato edito sia prima dal Gasbler 81 s.. di che nulla dice Hormayr; cito secondo Hormayr perchè il suo Archiv è molto più diffuso che l'opera rara del Gassi.er) i primi ad entrare furono gli Spagnoli ; secondo altre relazioni, che il Ranke (Deutsche Gesch. Il2, 410) segue, furono i lanzichenecchi. < "he l’irruzione degli uni e degli altri seguisse contemporaneamente, l'ammette anche lo Sciiulz 105. 2 Oltre la lettera del Buffalinl dell’ll maggio (Lettere di diversi all'ili. siy. I‘. Vitelli, Firenze 1551, 141 e Groijerius 66) vedi le relazioni presso Sa-nuto XXiV, 123, 167, in Hormayr. Archiv 1812, 438, presso Villa, Asalto 123, il * Diario di Cornelio de Fine (Biblioteca nazionale di Parigi) e in App. n. 116 la * relazione del Salviati ( A r c h 1 v 1 o segreto pontifi-c i o). I dodici superstiti della guardia svizzera entrarono nella guardia dei lanzichenecchi; vedi Am. f. schweiz. Geseh. 1886, 37. 3 Cancellieri, Mercanto 242. Torriqio, Grotte 262. Arch, d. Soc. Rollivi, 374ss. Pierret, Cenno storico di B. Passeri, Roma 1885. * Jovius. Colutnna 165. Villa Asalto 124. Cave 398. Lettera del Buffalini in data di Roma 11 maggio 1527 in Lettere al V. Vitelli 148; Buonorotti 1871 255 s. e Sanuto XLV, 133, 167, 186. ® Relazione del Naselli in Archiv di Hormayr 1812, 438.