344 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 7. Il giorno prima era giunto a Roma con 1500 uomini di truppa Filiberto principe d’Orange.1 Le trattative intorno alla sottomissione di Firenze, alla quale doveva andare unita quella pure di Perugia, - entrarono ora nello stadio decisivo. Non mancarono gravi difficoltà per la ragione che nel trattato di Barcellona nulla era stato deciso circa le spese della guerra contro Firenze e si dice che l’ambizioso Orange abbia chiesto per sé niente meno che la mano di Caterina de’ Medici, nipote del papa, e con ciò la signoria su Firenze. Fra i più intimi famigliari di Clemente alzaronsi voci a fargli vedere in quale pericolo egli precipitava la patria sua mettendo in azione contro essa un esercito risultante da nazioni così diverse: di tali avversarii all’impresa fiorentina si fanno i nomi di Iacopo Salviati, Roberto Pucci e Sanga, vale a dire precisamente dei confidenti del papa. Nessuna meraviglia ch’egli ripiombasse nella abituale sua titubanza.3 Che se ciò non ostante si venne a un accordo, ne furono in colpa i Fiorentini stessi, i quali non tralasciavano come prima di stuzzicare il papa stando in strettissimi rapporti non solo con Malatesta Baglioni, ma anche con quel commendatore di Farfa, che tante difficoltà aveva già procurate a Clemente.“1 A questo selvaggio avventuriere, che allora propter publicationem foederis cnm Caesare » ecc. 3 * Diarium di Iìi.asius ih. Martinellis nell’A re bivio segreto pontificio. Cfr. le importanti relazioni di Praet all'imperatore del 30 luglio, 3 e '5 agosto 1529 presso Lanz I. 318 ss. ; vedi anche Dittrioh, Regesten 59 e (50 ; ¡Saluto LI, 282, 292. 294 ss. : »Diario nei Cod. Bari). Lat, 3552 della Biblioteca Vaticana e Bardi Carlo V 39 ss. In questo A. e presso db Leva II, 546 v. circa il giudizio dato da Clemente VII del patto dì <'timbrai. L'assoluzione da impartirsi secondo il trattato di Barcellona a tutti i partecipanti al Sacco fu data ai fi d'agosto del 1529; vedi Gayangos IV 1. n. 100 e Fontana, Renata I, 449 s. L'* atto con cui fu resa nota pubblicamente la pace con Carlo è datato fin dal 24 luglio 1529. Min. brev. 1529, voi. 26, n. 312 nell'A rebivio segreto pontificio. In * Alandoti secreti 1529-1530, f. 45* sotto il 10 ottobre 1529 sta un conto per la cera usata prò inissa publicationis pacis. Archivio di Stato in Roma. 1 Vedi Sanitto LI, 244 s. ; * IJUtrium di Cobnelio de Fine alla Nazionale di Parigi; Varchi I, 363; Robert 283. 2 Fin dall’11 luglio 1529 partiva * l’intimazione a Perugia di allontanare dalla città tutte le truppe nemiche, altrimenti gli imperiali avanzerebbero contro Perugia. LTn * breve del 24 luglio ripeteva l'invito esortando a tornare all’obbedienza. Un * breve del 5 agosto muove avanti tutto lagnanza perchè la citta tollerasse Malatesta Baglioni e In sua signoria, dopo che questi Nobis ineon-sultis atqtie invitis ante exactum stipendii tcnipus era passato ad altri stipendii sebbene il papa facesse tutto i>er trattenerlo. Vengono poscia amari lamenti perchè senza avvisarne il papa Perugia aveva accolto la profferta del re di Francia, dei Fiorentini e degli altri collegati di mandare presidio nella città. Finora ha fatto prevalere la dolcezza, ma dovrà finalmente procedere con rigore contro una città ostinata. Min. brev. 1529, voi. 26, n. 281, SIS e 32} nell’A rchivio segreto pontificio. 3 Cfr. Lanz I. 326 s. Reumont, Caterina ron Medici 132 s. e Rodi III 2 239 s. •i Cfr. sopra p. 239. Reca la data dell’8 luglio 1529 la «scomunica contro