Intrighi del cardinal Soderini. 119 Firenze1 e con ciò ¡il suo nemico Soderini venne ad avere mano libera. I dissapori di Adriano con l’imperatore e il contegno per il momento prudente di Francesco I gli tornarono utili e l’antico partigiano di Francia guadagnò sempre più la fiducia del papa, sapendo però dinanzi a Adriano VI nascondere con successo la sua azione partigiana per l’interesse di quella potenza. Anzi egli in apparenza si acconciò con sollecitudine agli sforzi irenici del papa mettendolo in guardia dal Cardinal Medici desideroso di guerra e di sentimenti imperiali, che anzi mise in sospetto siccome illecitamente arricchitosi sotto Leone X.2 Frattanto il Sessa e il Cardinal Medici sorvegliavano attentamente le relazioni del loro nemico con Francesco I. Alla fine di marzo del 1523 Medici riuscì ad avere nelle mani un siciliano, certo Francesco Imperiale, che per incarico del Soderini, doveva recarsi dai suoi nepoti risiedenti a Venezia e in Francia: presso di lui trovaronsi lettere del cardinale in cui dicevasi, che se Francesco I avesse tardato ancora a comparire in persona, i Veneziani e tutti gli altri amici d’Italia gli diverrebbero infedeli: sciolti i passi cifrati delle lettere si riconobbe che trattavasi della macchinazione d’una rivolta in Sicilia contro l’imperatore, la quale, messa in scena colla collaborazione di Francia, doveva dare il segnale della irruzione di Francesco I nel-l’Alta Italia. Inoltre affatto contro verità nelle lettere il papa era rappresentato siccome partigiano dell’imperatore. Immediatamente il Medici mandò la sua scoperta all’ambasciatore imperiale in Roma, che s’affrettò a renderne edotto il papa.3 Medici e il rappresentante di re Ferdinando erano giubilanti per avere nelle mani una chiara prova della perfidia dei Francesi ed avevano ferma speranza di indurre con ciò Adriano ad abbandonare la sua neutralità,4 al quale scopo tutto fu messo in opera.5 1 Annunciano la sua partenza ai 13 d’ottobre G. de’ Medici (v. sopra p. 08) e Castiglione in una * lettera del 13 ottobre 1522 all’Archivio Gonzaga in Mantova. 2 Jovius, Vita Adriani VI. 3 Colle relazioni degli inviati del Portogallo (Corresp. dipi. Port. II, 143 ss., 162 ss.) e di Venezia (¡Santjto XXXIV, 122 §.) v. la relazione di F. Strozzi in Arch. star. Ital. 5 iSerie XIV, 38; Cornelio de Fine, * Diario (Nazionale diParigi);la* relazione di Balbi del 12 aprile 1523 (Archivio di Stato in Vienna) in App. n. 85 e la * lettera di G. de’ Medici da Roma 10 aprile 1522 (stil. fior.) nell’A rchivio di ¡S tato in Firenze. Ivi la staffetta presa è detta Francesco Imperiale ; cfr. il documento presso Bergenboth II, n. 539. V. anche Bbeweb III 2, n. 3002; Jovius, Vita Adriani VI. e fra i recenti V. Epifanio in Atti d. Congress. internaz. di scienze stor. Ili, Roma 1906, 385 s. * Molti a Roma credevano che tutto il procedimento contro il Soderini non fosse se non una * « pratica » abilmente inscenata dagli (Spagnoli « per fare saltare questo christianazo del papa a pedi gionti in la parte imperiale con questo mezzo che non potrà dire più de volere essere neutrale ». Cosi L. Cati in una * relazione cifrata al duca di Ferrara in data di Roma 29 aprile 1523 neU’A rchivio di Stato in Modena. 5 Bergenroth II, n. 544. Già ai 10 d’aprile 1523 G. de’ Medici scriveva: