194 Libro III. Clemente VII. 1523.1534. Capito’o 2. Herrera giunse finalmente a Roma il 6 dicembre con lettere di Carlo molto amichevoli e con proposte d’alleanza, che erano state discusse col Salviati : ora lo Schònberg ebbe tosto il sopravvento. Giberti, che ai 5 di dicembre aveva fermamente sperato di vincolare il dì successivo il papa, cadde in tale disperazione da minacciare di partire da Roma.1 Probabilmente, come temevano gli avversari di Carlo, sarebbe avvenuta allora una lega fra l’imperatore ed il papa, se le profferte dell’Herrera fossero state soddisfacenti-Così però non fu e i negoziati andarono svolgendosi in mezzo a difficoltà. Il papa insisteva che relativamente a Reggio e a Rubbiera si desse alcun che di più solido e palpabile che mere promesse. Sulla questione milanese, che più di tutto importava, non si potè affatto venire ad un accordo. Così stando le cose, il Sessa e l’Herrera proposero una sospensione delle trattative per due mesi colla segreta mira di guadagnare con ciò tempo per nuovi armamenti e di rendere Clemente sospetto a coloro che fino al presente gli erano stati amici. Schònberg e Salviati seppero tanto eccitare la diffidenza del papa contro i Francesi e gli altri avversari dell’imperatore, che egli aderì alla proposta degli Spagnoli.2 Allora del resto Clemente dichiarò espressamente, che, se entro il termine stabilito l’imperatore non avesse rinunciato a Milano, egli avrebbe concluso la lega con la Francia e con Venezia.3 Gli avversari di Carlo a Roma, Giberti, Carpi e Foscari, come i ministri della reggente di Francia, a cagione di questa decisione montarono in un’esacerbazione senza limiti,4 nè meno il Guicciardini 5 e il Canossa.6 I loro rimproveri contro il papa erano nondi- nete presso Sanuto XL, 307, 344 s., 365, 410-411, 431-132. Cfr. anche Gayangos III 1, n. 284, 286. G. de Medici avvisa ai 3 dicembre 1525: * « Quà non inanellano di continuare le pratiche da Francia e>t Inghilterra et Venetiani per tirar X. S. dicono alla dtafensione della libertà d'Italia. S. Sta pare resoluta aspectare l’huomo viene et vedere quello porta et secondo porterà governarsi et se necessità non la strillonerà non vede che S. Sta sia per mectersi ili pe-rieulo et spesa senza ¡suo proficto per bonificare et assicurare quelli d’altri ». Archivio di Stato in Firenze. i Sanuto XL, 433, 473 s. - Sulla missione dell’Herrera efr. Gayangos III 1, n. 290, 300: Vi li. a. Italia 1H7 ss. : Sanuto XL, 500 s. ; Bai.ah,. il on. saec. XIV. 190 ss. : de Leva II. 305 ss. ; Grethen 92 s. ; Bau mgarten Karl V. II, 495 s. ; Jacqueton 234 s.; Helt.xvig 18 s., 22; Oreighton V, 267 e la monografia rara, composta col sussidio di materiale inedito, del Professione, La politica pii Coirlo V nelle due legazioni del Caracciolo e dell'Herrerà a Venezia e Roma. Asti 1889. La notizia, che lo Schònberg e ili Salviati persuasero il papa, presso Sanuto XL. 624. 3 Sanuto XL. 507 ; cfr. 624 e Raynald 1525, n. 90. * Gayangos III 1, n. 299; cfr. Brewer IV 1, n. 1814. 1902; Bbown III. li. 1191, 1201; Sanuto XL, 507, 532s. : Grethen 93-94; Hellwig 12. s Leti. d. prime. II. 102; cir. Guicciardini. Op. ined. VIII, 363». « * « Per 11 tacere suo », scriveva al Giberti il Canossa addi 15 dicembre 1525, «et tper altra via ne ho inteso quanto basta a farmi stare mal contento et quasi