Clemente VII e Firenze. Partito il Malatesta (12 settembre) 200 lanzichenecchi sotto il < ¡ite di Lodron presidiarono la città, in cui il partito mediceo iendo vergognosamente la capitolazione cominciò ora a infierire amiro i suoi nemici. Carducci, Bernardo da Castiglione e altri attro membri del passato governo vennero decapitati compien-(-)si inoltre numerosi bandi e confische di beni.1 Il domenicano nedetto da Foiano, che aveva gravemente mancato contro il i apa, fu dal Malatesta consegnato a Roma, ove, se deve credersi Varchi, Clemente fece a lungo languire l’infelice a pane ed ( qua nelle luride segrete di Castel S. Angelo.2 Da principio il papa aveva lasciato che nella duramente provata • : ita dell’Arno disponessero a loro piacimento Bartolomeo Valori, l ancesco Guicciardini e Koberto Acciaiuoli, ma poscia prese egli iesso in mano il governo delle cose. Valori ebbe il governo della Romagna, Guicciardini quello di Bologna, ed a Firenze nel feb- 1 aio del 1531 venne mandato lo Schonberg.3 L’imperatore non s’affrettò a decidere il negozio fiorentino e Lisciò scorrere un anno intero prima di soddisfare i desiderii del ; apa, che si faceva ognor più impaziente. Soltanto nell’estate del 1531 egli stese un decreto, che dava ai Medici «una specie di presenza ereditaria» nella «repubblica» di Firenze, ma racchiudeva in pari tempo una rinnovazione dell’alta signoria imperiale. ! on esso Alessandro comparve a Firenze nel luglio del 1531.4 I .’anno seguente Clemente otteneva l’abolizione delle forme repub-licane della costituzione, che il decreto di Carlo aveva lasciate : tttora sussistere, ed anche qui, secondo il noto detto del Varchi, - 'i procedette in modo che lanciò la pietra, ma senza che si ve-ìwse la mano. Ai 27 d’aprile del 1532 fu promulgata la nuova ■ istituzione, in virtù della quale Alessandro de’ Medici divenne uca ereditario di Firenze. Ciò non ostante il governo effettivo era nche ora diretto da Clemente VII.5 '»■rie IX. 67 ss. Sanesi prova che partendo da Ftineaize Malatesta non ricevette ’nativi, ma non si fece che «largii ciò ohe pretese, iter Ulcerarsi ili lui. Quanto Ila questione della colpa, Sanesi dice: Nessun dubbio ch'egli tradì. Sulle ulteriori "lazinni <11 demente VII con ¡Malatesta, che moriva il 24 dicembre 1531, vedi i RMici.toi.i. Vita di Malatesta doc. xxxss. e Balan loc. clt. 174, 177 s. 1 Ofr. Rastrelli, Alessandro de' Medici I, Firenze 1781, 221 s. ; Reumont, ■'•*kaiut I. 30 ss. : Babbi in Areh. stor. Itili. 5” serie XIV. 9 ss. : Rossi, fluii-' “riiini I, 223 s., 231 s. - ' archi II, 11544 cfr. Baiai», Clemente VII 173. n. 2. ' Retjmont, Toskana (1 31-32. Perbens IH, 351 ss. Sulla nomina del G«ic-' "irdini a vicelegato in Bologna vedi Rossi in Arch. stor. Ital. 5* seri»“ V, 51 s. *• Ouiooiabdini, Op. I, 269 s. * Vedi Dumost IV 2, 72 ss. ; Rastrelli I. 75ss. ; Reumont I, 34s. ; Ranke, Htudien 378; Perrens III, 357 ss. 6 Ofr. Rettmont I, 37ss.; Perkhns IH, 368ss.; Capponi IH, 327; Rossi, 4l«ieeiardini II, 34 s„ 60. Pastor, storia dei Papi. IV, 2. ‘24