Il risveglio religioso si esprime nell’arte e in nuove confraternite. 551 Poiché l’Oratorio fu fondato al più tardi nel 1517,1 è probabile che l’origine della confraternita sia stata un’eco del cresciuto sentimento religioso dipendente dal concilio Lateranense chiuso il 16 marzo 1517. Questa disposizione religiosa ha trovato espressione incomparabile nelle pitture, che sembrano visioni, di Raffaello, veri capolavori di arte cristiana. Quale divozione irragiano le figure della Madonna Sistina e del divino Infante che tutta maestosa Essa mostra al mondo ! A ragione fu detto che i grandi, luminosi occhi, con cui il Bambino guarda lo spettatore, costringerebbero alla fede un dubbioso.2 Una vita di fede e di grazia altrettanto profonda si riflette nella Trasfigurazione. L’antica pietà umbra ivi parla all’età nuova coi potenti mezzi dell’arte.3 Non può provarsi che Raffaello abbia appartenuto all’Oratorio del divino Amore, egli però era in relazioni amichevoli e commercio intellettuale con due dei membri più illustri, il Sadoleto e il Giberti e può quindi dirsi : queste sue sublimi opere sono state create sotto lo spirito dell’Oratorio.4 Il cresciuto sentimento religioso di quei giorni trovò la sua espressione anche nella fondazione di altre nuove confraternite che insieme al promuovere i principii religiosi dedicavansi in prima linea ad opere pratiche di carità. Va nominata avanti tutto la confraternita della Carità. Niente meno che il cardinale Giulio de’ Medici, il futuro Clemente VII, l’aveva fondata nel 1519 per soccorrere a’ poveri vergognosi, per la visita ai prigionieri e per la sepoltura degli sprovvisti di mezzi. Nel 1520 questa confraternita contava già più di 80 membri, fra i quali vescovi, prelati e curiali. Il 28 gennaio 1520 Leone X la elevò ad arciconfraternita concedendole indulgenze e grazie spirituali.5 Fin dal suo primo anno di pontificato Clemente VII si diede cura di questa sua fondazione e le donò insieme all’edificio annesso la chiesa di S. Girolamo nelle vicinanze di Palazzo Farnese, detta indi in poi della Carità.6 II protettorato, 1 Questo risulta dalla * bolla superiormente citata _(p. 54!), n. 3), di Leone X. Con ciò s’accorda il fatto che ,Gaetano di Tiene lasciò Roma nel 1518 (Ada Sanctor., Aug. II, 244). Perchè fondata così presto appar chiaro che la confraternita non potè essere ideata in vista del pericolo del moto luterano, comi-erede Gothein, Ignatius 99. 2 Woltmann II, 670. Cfr. il nostro voi. IV 1, 497 s. 3 Cfr. il nostro voi. IV 1, 496 ss. * A questi rapporti accennò per primo il Burckhardt (Cicerone 659), poi Hettner (Studien 236s.), ¡Sell (Raffael und Diirer, Darmstadt 1881, 15), Si'hneideb (Theologisches zu Raffael, Slainz 1896) e Spahn (Cochlnm 35). Quest'ultimo però in parte va troppo avanti (cfr. Kalkoff, Capito 46). È un fatto che Raffaello nel 1515 si fece inscrivere in una confraternita di Urbino: vedi Pungileoni 147. 5 Vedi la bolla del 28 gennaio 1520 in Bull. ed. Cocxjuklines III, 47-. r. anche Bertoixwti, Le prigioni di Roma, Roma 1890, 5 e * C anni nulla confrah i nità di Carità in Cod. Vatie. 5196, f. 1 s. della Biblioteca Vaticana. e Bolla del 24 settembre 1524 nell’A re h i v i o della Com pa g n a_ d t S. Girolamo della Carità in Roma. Cfr. Waddino X\P, ’.<(4s. Prima i membri si raccoglievano a S. Andraa in Arenula.