244 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 3. orribile fragore piena paga. Il Bourbon si dovette rifugiare in una stalla : uno dei suoi uomini d’arme fu ucciso, la sua tenda saccheggiata. In un batter d’occhio presi dal delirio erano accorsi anche i Tedeschi : essi pure gridavano : Denaro, denaro, e si rifiutarono di fare un passo avanti senza paga. «L’animo di tutti i soldati si incendiò e bruciava come fuoco e volevano uccidere i colonnelli e i maggiori ». Un tentativo di ottenere dal duca di Ferrara danaro sufficiente fallì. Allora «padre Frundsberg» radunò ai 16 di marzo l’esercito tedesco e tenne al medesimo un’arringa così «fervida che egli avrebbe dovuto commuovere un sasso». Ma questa volta a nulla valsero tutte le rimostranze di queirindividuo, che per una generazione d’uomo aveva avvinti i lanzichenecchi colla potenza del suo aspetto, della sua volontà, della sua parola e dei suoi successi. Denaro, denaro ! mugghiarono i mercenari inferociti e volsero persino le lance contro i loro superiori. Allora la natura gigantesca del Frundsberg d’improvviso si spezzò : vinto dal dolore e dalla collera, senza profferir parola cadde su di un tamburo: l’aveva colpito l’apoplessia.1 I fautori di Clemente VII videro nell’inatteso caso del Frundsberg un giudizio divino perchè egli erasi temerariamente vantato di voler mettere le mani addosso alla persona sacra del papa. Ma l’avere essi sperato, che i lanzichenecchi, privi del loro capo, si sarebbero sbandati, si mostrò tosto come un’amara delusione. I Tedeschi non avevano altra volontà che quella di allontanarsi il più presto possibile dal luogo della sventura; tutta la milizia fu unanime nel giudicare che si dovesse avanzare ad ogni costo, verso regioni, che non erano ancora state smunte e che promettevano sostentamento e bottino. Il Bourbon aveva dato a ciascun mercenario un ducato e promesso loro un saccheggio illimitato, « la legge di Maometto».2 Tale era la situazione quando il 20 marzo giunse il Fieramosca col trattato del 15 marzo e con 30000 ducati. Questa somma non poteva appagare ì mercenari: essa non era che una goccia su di una pietra infocata. A ciò corrispose l’accoglienza che toccò al messo di pace; sembravano leoni furenti, riferisce il Fieramosca aH’imperatore. A stento egli riuscì a salvare la vita fuggendo a Ferrara.8 II Bourbon aveva perduto ogni autorità sul suo esercito 1 Oltre Reissner 98 s., Guicciardini XVIII, 2, Barthold 411 s. e de Leva II, 413 cfr. anche la ¡relazione presso Sanuto XLIV, 327, 329 come pure Gassler 77 s. ; Balan, Mem. saec. XVI. 410 ss.; Villa, A sullo 75 ss. e Lebey 408 s. 2 Jovitjs, Alfoiisus 189. Guicciardini XVIII. 2. Relazione del Fieramosca presso Lanz I, 231. Barthold 415 s. 3 Santjto XLIV, 347, 353, 302, 371, 381, 395, 430 s., 440. Lanz loc. cit. e Salvioli 20.