Clemente consegna gli ostaggi. Sua parsimonia. 299 struggere completamente Roma e d’uccidere il papa e i cardinali se non venivano pagati. Ora Clemente dovette adattarsi a consegnare ai Tedeschi gli ostaggi già combinati nel patto di giugno.1 Come testimonio oculare Gumppenberg ha descritto la consegna degli infelici, nella quale occasione il papa piangendo disse: «eccoli, prendeteli con voi, io pure voglio andarmene con essi».3 La terribile condizione del papa è come presentata sotto gli occhi dal libro dei conti di Paolo Montanaro, speditore di Clemente VII, conservato nell’Archivio di Stato in Roma.3 Da questo volume cartaceo, che abbraccia l’intervallo dal Io ottobre al 31 dicembre, appare quanto fossero scarse e care le vettovaglie. A partire dal patto di giugno gli Spagnoli, i quali da principio erano decisi ad affamare il Castello, avevano permesso l’approvvigionamento. Caratterizza in modo straordinario lo spirito parsimonioso di Clemente VII il fatto, che fino dal Io ottobre comincia la regolare registrazione delle spese: lo speditore segna colla più scrupolosa coscienziosità anche la minima somma impiegata per la tavola del prigioniero pontefice, mentre colla medesima scrupolosa coscienziosità controlla ogni partita il maggiordomo Girolamo da Schio, vescovo di Vaison.4 Mentre i mercenari depredavano Roma fino all’ultimo cantuccio, ai primi d’ottobre giungevano presso il papa prigioniero Veyre e Quiñones.5 Essi come pure Alarcon e Morone trattarono coi cardinali del Monte, Campegio e Lorenzo Pucci delegati da Clemente : Pompeo Colonna, che Clemente VII aveva guadagnato a sè,0 fece di tutto per ottenere un risultato, ma ciò non ostante non si andò innanzi. 1 Vedine i nomi a pag. 275. 2 Gumppenbebg 247 ss. ; Inoltre la relazione (li Perez del 12 ottobre 1527 presso Villa, Asalto 2S9. 3 * Regestro delle spese son fatte in Castello de saneto Angelo per uso de v- N. et sua familia per man del r. mons. Yasionen., mastro di casa de S. Sta fnci-utilizando dal primo di de ottobre 1521. DI questa «preziosissima e certo unica immediata reliquia del Sacco di Roma » ha dato minuta relazione Gregobo-v«ts in li ist. Zeitschr. XXXVI, 163 ss. 1 Gregorovius in Bist. Zeitschr. XXXVI, 164 ss. Intorno al maggiordomo vedi Morsoli??, Girol. da Schio, Vicenza 1875. 5 Cfr. sopra p. 296 ed Ehsbs, Dokumente 13 e 262. 6 Promettendo la legazione della Marca d'Ancona (vedi Guicciardini XVIII, 5) e favori (cfr. Arm. 39, vol. n. 739: »legittimazione di Joli. de ('olumiia cleric. Rom. in data del 3 novembre 1527. * « Hinc est quod nos te, ‘lui ut accepimus defuetnm natalium (le dii. fll. nostro Pompeio tit. s. Laurent. In Damaso presb. Card. S. R. E. vicecanc. tunc in minorili, constituto et soluto et sol ni a genitus pateris» ecc. Archivio segreto pontificio). •Mancano le prove per l'accusa contro il Colonna nella relazione del Veyre (presso Lanz /, 248 s.l.