156 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 1. Diventando i Romani sempre più inquieti, il Farnese cercò di calmarli.1 Accanto al Farnese spuntavano ogni giorno candidati affatto nuovi, come il minorità Cristoforo Numai, Achille de Grassis e in prima linea Sigismondo Gonzaga.2 Il 28 ottobre i Romani fecero nuove rimostranze, ma le cose rimasero nello stesso punto di prima. Il Medici e il Farnese si bilanciavano. Giunse il novembre senza che si potesse ancor prevedere un esito delle trattative, non ostante nuove proteste dei Romani. La corte era in desolazione. Si temeva già lo scoppio di uno scisma.3 L’arrivo del franceseggiante cardinale Bonifacio Ferreri, che entrò nel conclave il 12 novembre, apportò di nuovo un ristagno in tutte le trattative. Con lui il numero degli avversarii del Medici salì a ventitré e quello dei votanti a trentanove.4 Se si deve prestar fede all’ambasciatore veneto, allora venne fatto al cardinale Farnese di staccare con grandi promesse il duca di Sessa dal Medici e di tirarlo a sè.6 Tuttavia il Medici non pensava neanche da lungi a cedere. Di fatto egli poteva ancor sempre nutrire grandi speranze, poiché il 1 ** Galeotto de’ Medici 25 ottobre 1523. Archivio di Stato in Firenze,. 2 iSanuto XXXV, 148. * Galeotto de’ Medici 20 ottobre 1523. Archivio di (Stato in Firenze. Sulle speranze del Gonzaga trattano minutamente le ** relazioni del Gabioneta dei 17, 21, 28 ottobre e 15 novembre 1523. Archivio Gonzaga in Mantova. » Cfr. dispaccio dell'ambasciatore inglese del 7 novembre jiresso Brewer III 2, 3514; Jovius, Pomp. Columma 152, ivi anche una poesia contemporanea ; Sanuto XXXV, 149, 150, 167, 168 ; Ortiz presso Buum.wn 223 ; * G. de’ Medici 4 e 5 novembre 1523. Ar c h i v i o d i iS t a t o in F ir e n z e . * Relazione del Gabioneta del 7 novembre (*« Tutta questa corte sta desperata e mal contenta per questa tardità de fare el papa». Archivio Gonzaga in Mantova). * Lettere di V. Albergati del 2, 6, 8, 10 e 11 novembre 1523 nel-l’Archi vio di iS ta to in Bologna. 4 Sanuto XXXV, 198. * G. de' Medici 9 novembre 1523 ( * « La venuta del rev. Ivrea dopoi se intesa ha facto fermar in conclavi ogni pratica e vi stanno lo cose nel medesimo modo che il primo dì v’entrarono ». Archivio di Stato in Firenze). * Diario di Cornelio de Fine (Biblioteca Nazionale di Parigi). Il numero 39 mentovato anche in un comunicato notarile nell’Archivio del Gobi, IV, 246, nel * Diarium di Blasius de Marttneixis. (Cod, Bari), lat, 2799) e nel * Diario francese del Cod. Bari), lat. 3552 (Biblioteca Vaticana) è senza dubbio esatto, quantunque persino gli * Acta consist. (tanto la redazione dell’Archivio segreto pontificio, quanto quella dell’A r e h i v i o concistoriale) parlino di 38. Il Vettori 347 nomina 33+3+1 e in parte lo segue il Reumont III 2, 161. Guicciardini, XV, 3 erroneamente fa cominciare il conclave con 36 membri. La difficoltà sollevata da Grethen 21, nota I, che il 23 dicembre Clemente ripartì i suoi beneficii ai suoi 37 elettori, si risolve, come egli già congetturava, col fatto, che Grassis era morto il 22 novembre. r. Baumcarten, Karl V. Il, 284: cfr. inoltre O. li. Redlich in Hi st. Zcitschr. LXIII, 128.