516 Libro III. Clemente VII. 1523-1534. Capitolo 13 6. scoppio d’uno scisma ereticale. Clemente VII ringraziò con un breve molto benevolo del 3 aprile 1524 accompagnato da 200 fiorini d’oro, esortando Erasmo a servire col suo ingegno alla causa della Chiesa ed assicurandolo che ai suoi nemici era stato imposto di quietarsi.1 Questo favorevole atteggiamento in seguito durò tanto più perchè Erasmo nell’autunno del 1524 attaccò Lutero nel nocciolo dei suoi errori, nella sua dottrina circa la volontà non libera.2 La posizione decisa presa dal celebre erudito contro il professore di Wittemberg fu da Clemente VII apprezzata tanto che nel 1527 impose silenzio agli avversarli che Erasmo aveva in Ispagna" e tacque anche ai suoi tentativi di componimento, parzialmente equivoci, sebbene si richiamasse la sua attenzione su quanto presentavano di pericoloso.5 Se Clemente VII erasi sempre tenuto al di sopra delle controversie dotte tra gli amici e i nemici di Erasmo, ora gli parve che la prudenza esigesse di risparmiare al possibile un tale uomo e di accontentarsi delle sue assicurazioni di devozione.6 Fra i poeti, ai quali Clemente VII rivolse il suo favore, primeggiano Sannazaro e Vida. Il primo nell’autunno del 1526 dedicò al papa il suo famoso poema sulla nascita di Cristo, di cui Leone X aveva atteso ardentemente la pubblicazione. Seripando ebbe l’onore di presentare l’opera al papa e Clemente VII ringraziò con un breve scritto dal Sadoleto, nel quale profetava eterna fama al poeta.7 La calamità che doveva poco dopo piombare sull’eterna città impedì che il Sannazaro rispondesse all’invito del papa di recarsi a Roma : egli rimase a Napoli, ove trovò sepoltura nella chiesa da lui eretta di S. Maria del Parto sulla spiaggia di Mergellina. Il sepolcro, opera di Giovan Angelo Montorsoli, non smentisce lo scolaro di Michelangelo. Ai lati si scorgono le statue in marmo di Apollo e di Minerva,8 ribattezzate più tardi con iscrizioni per Davide e Giuditta. Per quanto appaiano strane in una chiesa, le due 1 Vedi Erasmi Opp. Ili 1, 788; VII, 651 s. e Balak, Mon. ref. 324 e Mon. saee. XVI 10 s., 12 s. Cfr. Habtfelder 148. 2 Cfr. Janssen-Pastor VII1*, 576. Nei libri di conto si trova segnato al 24 ottobre 1524; * «10 due. a uno eborier che portò uno libro di Erasmo di S. Archivio di Stato in Firenze, 8. Maria Novella 327. s Cfr. Balan, Mon. ref. 380. i Vedi Villa 253 ; Baumgarten, Karl F II, 631 : Ehses in Róm. Quartalschr. 1894, 477; JIaurenbrecher, Kath. Ref. 270, 406. A ragione in Itisi. Zeitschr. UII, 155 si rileva che Maubjenbrecher attribuisce ad Erasmo una parte tropp0 grande. Sulla faccenda spagnola di Erasmo vedi pure Hess, Erasmus I. 317 s. e Menéndez t. Pelavo, Hist, de los heterodo.ros expan. II, 36 s. 5 Vedi Nuntiaturberichtc I, 13S, 139. Sui progetti di componimento vedi Janssex-Pastor VII14, 576 s. e Dittrioh in Hixt. Jahrbuch II, 613 s. e Cfr. Bucholtz I, 469; Hist, Zeitschr. UII, 155. 7 Cfr. IIoscoe-Henke III, 87 s., 533 s. s Cfr. B. Croce, La tomba di G. Sannazaro, Trani 1S92.