Conseguenze del Sacco per l’arte. Gli artisti tornano a Roma. 521 fausto 1527 e 'Clemente VII cercò di ripararne secondo le forze i danni.1 11 Sacco fu forse più fatale ancora per l’arte che non per la letteratura. Non solo tutta la varia schiera di pittori, scultori ed orefici venne dispersa per tutte le direzioni e molte loro opere perirono, ma tornò di danno anche la penuria finanziaria, perchè a lungo essa rese impossibile ogni lavoro ed anche più tardi, superate le maggiori difficoltà, non permise che sorgesse un largo mecenatismo. Arrogi che Clemente VII era un’indole affatto diversa dal cugino Leone X. La spensierata liberalità di costui era aliena da lui come la sua genialità : freddo, severo, molto economo, egli non fu il mecenate sperato dal mondo degli artisti, che ben presto furono presi da grande delusione. Alla notizia dell’elezione di Clemente VII ritornò immediatamente a Roma la maggior parte degli artisti, che n’erano stati allontanati dalla morte di Leone X e dal governo di Adriano VI. Il ricordo del governo del primo Mediceo li faceva guardare colle più liete speranze nel futuro mentre l’avere superato il tempo del papa «barbaro» e la peste, riempiva di nuovo coraggio la lieta schiera. «Quelli che si ritrovavano vivi», racconta Benvenuto Celimi, « molto allegramente l’un l’altro si carezzavano. Da questo ne nacque un compagnia di •pittori, scultori, orefici, li meglio che fussino in Roma: ed il fondatore di questa compagnia si fu uno scultore domandato Michelagnolo sanese, uomo il più piacevole e il più carnale che mai si cognoscessi al mondo». Celebravano liete leste, alle quali prendevano parte anche Giulio Romano e il Pernii.2 Quanto il Celimi narra di queste feste rende spiegabile che l’intemerato Adriano non volesse sapere di tali persone. Anche Clemente VII si vide presto obbligato a procedere contro Marcantonio Raimondi perchè aveva inciso in Roma disegni osceni di Giulio Romano: se allora non si fosse già trovato a Mantova, l’ira del papa avrebbe duramente colpito anche Giulio Romano.* A malgrado delle difficoltà finanziarie, colle quali ebbe da lottare fin da principio, a malgrado delle tribolazioni politiche e inauditi colpi della fortuna, che in breve si scatenarono su di lui, Clemente VII ha fatto eseguire opere importanti mentre anche da parte di altri si svolse al tempo del suo pontificato una non lieve attività artistica.4 1 Vedi il breve del 1529 publicato da Gian in Giorn. d. lett. Ital. IX, 454 s. 6 per le ricerche di manoscritti del 1532 il breve 22 luglio 1532 in Dipi. Norveg. ^ I, 2, 756 s. e in App. n. 141-144 i * brevi del 1532. 2 Cullimi, Vita I, 5. Doixmayr 352. s Vedi Dollmayb 353 e Delaborde, il. A. Raimondi, Paris 1888, 52 s., 238 s. Il racconto del Vasari, che allora l’Aretino abbia illustrato con ancor più svergognati sonetti le svergognate immagini, non s accorda colle date cronologiche della vita dell’Aretino, i cui sonetti debbono essere stati composti più tardi. * Reumont III 2, 433 s., dove si parla delle costruzioni di privati, special-