Breve di Adriano \ I agli Stati riuniti di Norimberga. 85 dimorando in Ispagna, aveva udito con profondo dolore dei torbidi nella sua cara patria germanica e che allora s’era racconsolato colla speranza che non durerebbero e non sarebbero tollerati a lungo, specialmente perchè in Germania erano sempre sòrti distinti oppugnatori dell’eresia. Ma poiché, forse in punizione dei peccati del popolo o per trascuratezza di coloro, che avrebbero dovuto procedere al castigo, questa cattiva pianta ora comincia a stendere molto in largo i suoi rami, i principi e popoli tedeschi dovrebbero darsi seria cura onde con lo stare a vedere senza agire non apparire siccome fautori di tanti mali. «Non possiamo pensare all’incredibile, che cioè da un monacuzzo, il quale apostatò dalla fede cattolica dopo d’averla per anni predicata, una nazione sì grande e sì pia si lasci trascinare lungi dalla strada, che il Salvatore coi suoi apostoli ha indicata, che tanti martiri hanno sigillata col loro sangue, tanti sapienti e pii uomini, vostri antenati, hanno battuta, come se il solo Lutero sia saggio ed abbia lo Spirito Santo, come se la Chiesa, alla quale Cristo ha promesso la sua assistenza fino alla consumazione de' secoli, sia proceduta fra le tenebre della stoltezza e sulla via della corruzione fintanto che non abbia potuto illuminarla la nuova luce di Lutero ». Ponderino gli Stati come colla nuova dottrina venga a negarsi ogni obbedienza e si conceda ad ognuno la facoltà di fare ciò che gli piace. «Rimarranno», prosegue Adriano, «rimarranno ubbidienti alle leggi dell’impero coloro, che non soltanto sprezzano, ma non temono di stracciare e bruciare le leggi ecclesiastiche, i decreti dei Padri e dei concilii? Vi scongiuriamo di smettere ogni contesa fra di voi e di sforzarvi unicamente a spegnere (questo incendio ed a ricondurre con ogni modo sulla retta via Lutero cogli altri autori degli errori e delle turbolenze : tale procedere all’amichevole ci sarebbe carissimo e graditissimo. Se però — e Dio ne guardi — non volessero darci ascolto, allora bisognerà usare la verga della severità e del castigo a seconda delle leggi deH’irmpero e dell’ultimo decreto. Dio sa, quanto volentieri noi perdoniamo, ma se dovesse risultare che il male è penetrato troppo profondamente perchè possa curarsi con mezzi blandi, allora la parte ancor sana dovrà venir preservata dalla malattia mediante mezzi efficaci ».‘ i La miglior stampa del breve in Reichxtagsakten III, :fl*>s. ; cfr. anche Redlich 97 s. Questo solo documento testa a dimostrare la Inesattezza dell'affermazione di Gregorovics IV, 843, che Adriano «avrebbe voluto metter line alla controversia luterana comj>onendo a conciliazione le dottrine ». Insieme a questi brevi generali alla fine di novembre del ir>22 erano state mandate anche lettere papali a eminenti principi e città. Alcune di esse non sono che credenziali per il Cliieregati ; altre, come quelle a Bamberga, Strasburgo, Spira e Costanza, contengono l'invito di proibire la starni« e la vendita delle opere di Lutero; vedi Wai.ch XV, 2562 s. ; Vibck, Korrespondcnz Stra*»burgs I. 77; Kemling, Spcier II, 247 s. e specialmente Rcirhntagmktrn III, 404 s.,